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- 9788887138481 Laboratorio filosofico di Freud
Vita e opere di Sigmund Freud Jones Ernest - Il Saggiatore, 2014 - La Piccola Cultura. Tascabili
Inizialmente accolta con derisione o aperta ostilità, la psicoanalisi di Sigmund Freud si è in seguito affermata come una delle scoperte più importanti nella storia della medicina. Da teoria che si occupava di stati psichici patologici, essa ha finito per trasformarsi in una visione del mondo radicalmente nuova, dagli effetti incalcolabili, che ha influenzato la società, la cultura e la creazione artistica della nostra epoca. La biografia di Ernest Jones segue la nascita e l'evoluzione della psicoanalisi, a cui la vita di Freud è indissolubilmente legata: dalle prime elaborazioni alla crisi sfociata nell'"Interpretazione dei sogni", dall'opposizione dell'ambiente medico del tempo ai riconoscimenti internazionali. Prefazione di Silvia Vegetti Finzi.
Vita e opere di Sigmund Freud Jones Ernest Trilling L. (Cur.) Marcus S. (Cur.) - Il Saggiatore, 2000 - Nuovi Saggi
Vita e opere di Sigmund Freud - Il Saggiatore
Freud e il non europeo Said Edward W. - Il Saggiatore, 2026 - La Cultura
Che cosa significa per un popolo, plasmato da una lingua, un immaginario e riferimenti comuni, unito da valori e usi condivisi, scoprire che all'origine della propria storia c'è uno straniero: un estraneo, un nemico, qualcosa di «altro da sé»? È da qui che prende avvio una delle ultime riflessioni pubbliche di Edward W. Said, sviluppata a partire dalla tesi di Sigmund Freud secondo cui Mosè sarebbe stato in realtà un egizio - gli oppressori degli israeliti -, incrinando così l'dea di una genealogia lineare del popolo ebraico. Per l'intellettuale palestinese questo spunto non è una banale provocazione, ma il momento in cui il padre della psicoanalisi ha portato allo scoperto una verità scomoda su ciò che chiamiamo »appartenenza». In queste pagine Said attraversa tutto il Novecento da un'angolatura insolita che passa dall' «identità del colonizzato» di Frantz Fanon e dalla riscoperta della traduzione europea come stratificazione da parte di Erich Auerbach per giungere a Theodor W. Adorno, per cui la non identità è una risorsa critica contro ogni chiusura ideologica. Nel pensiero di ognuno di loro Said riconosce una condizione nascosta nella cultura moderna, qualcosa di cruciale eppure rimosso. Scritto nell'ultimo periodo della sua vita, in Freud e il non europeo Said torna sui temi che lo hanno accompagnato per tutta l'esistenza - l'esilio, la memoria, la convivenza di storie diverse, ma anche il conflitto tra israeliani e palestinesi - e li espone nella loro forma più nuda: se ogni narrazione collettiva custodisce dentro di sé la traccia dello straniero che l'ha fondata, come si abita questa estraneità? Va combattuta, ripudiata o rimossa? O forse, ci suggerisce Said, questa eterogenesi non è un limite da superare, ma l'unico varco da cui è possibile immaginare un percorso comune.