Libri di Michele Stanco
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- 9788832064490 Shakespeare e noi
Shakespeare: uomo di teatro, uomo di lettere Stanco Michele - Carocci, 2025 - Lingue E Letterature Carocci
Gli studi shakespeariani sono in costante trasformazione. Metodologie di ricerca nuove, quali l'informatica umanistica, e la maggiore facilità di accesso a corpora testuali sempre più ampi hanno profondamente ridisegnato la nostra conoscenza dell'autore. Di qui la necessità di uno strumento di studio aggiornato, che tenga conto delle più recenti acquisizioni relative alla ricostruzione dei testi, alla formazione del canone (con l'annessa questione dei collaborative plays), alla cronologia delle opere. Nel proporre una guida generale, il volume non rinuncia, tuttavia, a confrontarsi con una serie di problemi di carattere più specialistico. Un'ampia sezione ridiscute la vexata quaestio dei generi drammatici, analizzando il "comico" e il "tragico" alla luce delle diverse visioni del mondo ivi sottese. La sezione relativa alla poesia, a sua volta, rivisita le questioni relative alla cronologia dei Sonnets, e ai legami tra l'opera drammatica e l'opera poetica. Ad arricchire il quadro, il capitolo finale (attraverso un caso di studio su Edward III) riesamina il rapporto dell'autore con la pagina scritta, suggerendo che, oltre che per gli spettatori dell'epoca, Shakespeare scriveva anche per un pubblico di lettori sia presenti che futuri, rivelandosi, al contempo, uomo di teatro e uomo di lettere. Il risultato è un volume completo, di agile consultazione, che non si limita a fornire il necessario materiale informativo, ma offre altresì gli strumenti metodologici utili a cogliere, dall'interno, i fenomeni di volta in volta esplorati.
Il caos ordinato. Tensioni etiche e giustizia poetica in Shakespeare Stanco Michele - Carocci , 2009 - Lingue E Letterature Carocci
"Chi di loro è il mercante? e chi l'ebreo?" chiede Porzia nella scena che apre il processo nel Mercante di Venezia. È una domanda che lascia trasparire un'evidente asimmetria nella designazione identitaria dei due personaggi. Difatti, laddove il primo è indicato tramite il suo stato sociale (il "mercante"), il secondo è individuato attraverso la sua appartenenza religiosa (l'ebreo"). Si tratta, evidentemente, di un'asimmetria sintomatica, al di sotto della quale si celano ben precisi orizzonti ideologici e percorsi di senso. A ben vedere, sono proprio tali orizzonti ideologici e tali percorsi di senso a "muovere" l'intreccio. A partire da tale semplice rilievo, e avvalendosi di opportune contestualizzazioni storiche, il volume esplora il rapporto tra personaggi, intrecci e generi del teatro shakespeariano, mettendone al contempo in luce il particolare statuto comunicativo.