Libri di Sergio Tazzer
Bibliografia di Sergio Tazzer: tutti i libri in vendita online editi da Kellermann Editore con argomento Italia Storia
Prossime uscite su ITALIA STORIA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788893233538 Qualcuno era comunista
- 9788832296303 Opere maggiori
Cecoslovacchia e Italia. Cent'anni di storia Tazzer Sergio - Kellermann Editore, 2018 - Iteranda
La storia cecoslovacca, dalla prima alla terza repubblica, sino alla liberazione dal regime comunista, con la rivoluzione di velluto e la separazione - anch'essa di velluto - nelle attuali Repubblica Ceca e Slovacchia.
Ragazzi del Novantanove. «Sono appena nati ieri, ieri appena e son guerrieri». Ediz. illustrata Tazzer Sergio - Kellermann Editore, 2012 - Iteranda
"Ragazzi del '99" vennero chiamati i soldati dell'ultima leva disponibile da opporre al nemico al fronte nel 1917. Erano gli ultimi figli del secolo che aveva visto all'inizio il declino della stella di Napoleone e l'ascesa di quella degli Asburgo, la nascita dell'Italia e della Germania, il colonialismo, la rivoluzione industriale, la luce elettrica, l'automobile e lo sfruttamento del proletariato, il nazionalismo e la belle époque, il telegrafo senza fili, il cinema. Fecero in tempo ad ascoltare "Tripoli bel suol d'amore", dare un'occhiata ai giornali che si infiammavano sulla guerra scoppiata il 28 luglio 1914, nella quale l'Italia si buttò il 24 maggio dell'anno dopo, sicura che sarebbe stata di breve durata. Non fu così, e si giunse al disastro di Caporetto. Ragazzini in divisa, così li si vede nelle fotografie da spedire a casa. Questo libro vuole ricordarne alcuni, nei momenti di tranquillità delle retrovie come in quelli della battaglia, in modo da farne memoria di tutti: perché la meritano, in quest'Italia distratta.
...E continuano a chiamarla grande. Canti, canzoni e musiche 1914-1918. Con CD-Audio Tazzer Sergio Menegaldo Simone Gallo Francesca - Kellermann Editore, 2018 - Iteranda
Il fronte fu una prova così traumatica che produsse esperienze artistiche di vario tipo, ma di esse solo il canto, stante la scarsissima alfabetizzazione del popolo in divisa, poteva trovare larga diffusione. Questo però paradossalmente avvenne in gran parte a guerra conclusa: la malinconia, la rabbia, le paure e i disagi patiti dovevano essere esorcizzati per poter riprendere a vivere. Fu quello, l'immediato primo dopoguerra, il momento topico per l'esplosione del canto di guerra, e sovente scavava per portare alla luce le radici di esperienze popolari, del mondo del lavoro, dell'emigrazione, delle campagne di prima della guerra. Ciò che vogliamo raccontare è proprio la genesi, l'eredità, il portato di memorie di vita, di lotta, di malinconia, di amore antecedente il 24 maggio 1915. Friedrich Schiller è lapidario: "La libertà esiste solo nel regno dei sogni e la bellezza fiorisce solo nel canto". Lo scrive nel 1801. La totalità dei soldati, salvo qualche istruito, non aveva mai letto Schiller e nemmeno sentito nominare, ma il concetto schilleriano per loro era sentito e vissuto con la stessa urgenza, con la stessa profondità, con lo stesso bisogno di ricevere il rancio, quando giungeva, e di bere qualcosa, quando si trovava. E fare in modo di scampare, di campare e di sognare; ma soprattutto di poter tornare dov'erano partiti.