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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Donzelli con argomento Antropologia Culturale
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- 9788843056651 Temi di antropologia culturale. Fare, dire, sentire
- 9788815397492 Antropologia culturale
Quel che resta. L'Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni Teti Vito - Donzelli, 2017 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
«Mentre scrivo queste righe, il campanile di Amatrice cade sotto la forza del terzo terremoto che ha colpito, in meno di sei mesi, i paesi dell'Italia centrale. L'immagine del campanile viene riproposta ossessivamente. E una sequenza che angoscia e che però chiede di essere guardata e riguardata. Le immagini delle rovine, le visioni dei vuoti, delle assenze, dei luoghi a cui è stata sottratta la vita sono immagini perturbanti di cui abbiamo bisogno». Scrive così Vito Teti, nell'incipit di questo libro. Nell'immagine del campanile di Amatrice, Teti scorge un mondo ben più vasto, che va anch'esso inesorabilmente franando. Mentre i grandi agglomerati urbani si preparano a ospitare la gran parte della popolazione mondiale, interi territori si spopolano. E lo spopolamento è la cifra delle aree interne di numerose regioni d'Italia e d'Europa. Di fronte a questo scenario, l'antropologo coglie l'abbandono come la forma culturale dello spopolamento e si chiede: cosa fare dei segni del passato, delle schegge di un universo esploso? Nella prospettiva di Teti, il passato può e deve essere riscattato come un mondo sommerso di potenzialità suscettibili di future realizzazioni. In agguato, certo, c'è il rischio che la retorica e la nostalgia restaurativa seppelliscano quel poco che, del paese, resta. Viceversa, la nostalgia positiva, costruttiva può essere sostegno a innovazione, inclusione e mutamento. L'antropologia dell'abbandono e del ritorno, di cui Teti definisce in queste pagine i tratti essenziali, è un tentativo d'interpretazione dei luoghi a partire da quel che resta, e che occorre ascoltare, prendendosene cura. Come scrive Claudio Magris nella prefazione: «In questo libro di scienza e di poesia c'è una profonda partecipazione al destino nomade e ramingo non solo degli emigranti partiti con le loro povere cose, ma di ognuno, delle stesse civiltà, del loro nascere e passare, ma forse mai definitivamente».
Storia del peperoncino. Un protagonista delle culture mediterranee. Con ottantacinque ricette d'autore Teti Vito - Donzelli, 2007 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Cristoforo Colombo cercava le Indie e scoprì l'America. Cercava una nuova via delle spezie e trovò i luoghi del peperoncino. Per uno dei paradossi della storia le spezie dell'Asia e dell'Europa costituiranno uno degli apporti principali alla cucina del Nuovo Mondo, mentre il peperoncino (insieme a patata, pomodoro, mais) diventa l'emblema di una nuova economia, forse, il primo elemento globale. In tempi rapidi e in maniera inarrestabile, il peperoncino, che aveva un'antica storia nell'alimentazione e nella medicina dell'America precolombiana, si diffonde dalla Spagna alla Turchia, dai Paesi del Mediterraneo a quelli dell'Europa centrale, dal Nord Africa al Medio e all'Estremo Oriente. La sua fortuna è dovuta al fatto che pur essendo le sue qualità nutritive abbastanza secondarie si produce abbastanza facilmente, cresce in tutti i posti e si modifica con facilità in specie di varia forma e piccantezza. Teti ripercorre le vicende di questa spezia che da "straniera" è diventata l'emblema della cucina "locale", per dimostrare che l'identità anche quella culinaria - non è mai qualcosa di definito o chiuso ma è invece terreno di continue contaminazioni, non solo di sapori e aromi, ma soprattutto di culture.
Storia della bellezza. Il corpo e l'arte di abbellirsi dal Rinascimento a oggi Vigarello Georges - Donzelli, 2007 - Virgola
I canoni della bellezza variano di epoca in epoca e la storia della loro metamorfosi è anche lo specchio delle trasformazioni delle società nel corso dei secoli. In questo libro, Georges Vigarello accompagna il lettore attraverso una minuziosa inchiesta sul concetto di bello dal Rinascimento ai giorni nostri. Come si è passati da un ideale di bellezza assoluta, quasi religiosa, alla democratizzazione della bellezza, diritto inalienabile dell'uomo nel mondo industriale? Al centro del percorso di Vigarello vi è l'estetica del corpo, l'arte di abbellirlo e la sua evoluzione nel tempo. Una storia avvincente, che racconta l'emancipazione del corpo dalle antiche costrizioni e il passaggio a una nuova disciplina, che è ormai vissuta, nell'epoca contemporanea, come un imperativo morale: esercizio fisico, ventre piatto, muscoli scolpiti. Se è il Rinascimento a rivelare per primo la bellezza del corpo, essenzialmente femminile, il XVIII secolo, invece, annuncia il recupero della voluttà: è bello quel che piace. Al mito delle donne floride e in carne, della pancia e dei gilet dei borghesi dell'Ottocento, si aggiunge la figura del dandy di importazione britannica. Il XX secolo è l'era del trionfo del corpo: Vigarello ne segue le evoluzioni, dai grandi magazzini dedicati alla moda e alla cosmesi di inizio Novecento, ai primi concorsi di bellezza, al mito delle dive biondo platino, agli ultimi anni dominati dal trionfo della chirurgia estetica.