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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Ediz Storia E Studi Sociali con argomento Sicilia Storia
Lettere dalla Sicilia. Un architetto belga a Palermo 1919-1921 Verlaine Corbion Alice - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2018 -
Sicilia, settembre 1929. Un giovane architetto di Bruxelles, Lucien François, sbarca in Sicilia nel porto di Palermo. Ha appena firmato un contratto con la società belga che, oltre a gestire le linee tranviarie che da Palermo portano a Mondello, sta anche edificando l'omonima stazione balneare. Per due anni Lucien e la moglie Lia, pittrice, tengono una fitta corrispondenza con le rispettive famiglie in Belgio. Descrivono quello che vedono in Sicilia, confrontano il costo della vita, assaggiano la gastronomia locale, commentano gli scioperi e l'avvento del fascismo, s'infiammano contro il lavoro infantile nelle miniere di zolfo, raccontano le loro escursioni nell'isola.
Nel regno della mafia. Dai Borboni ai Sabaudi Colajanni Napoleone Fulvetti G. (Cur.) - Ediz. Storia E Studi Sociali, 2014
1900, la mafia è in Parlamento. A Milano si celebra il processo per l'omicidio di Emanuele Notarbartolo, ex-sindaco di Palermo ed ex-direttore generale del Banco di Sicilia, ucciso a coltellate nel 1893, su un treno, lungo la tratta Palermo-Termini Imerese. Il mandante è Raffaele Palizzolo, deputato siciliano, mafioso e amico di mafiosi. La mafia diventa per un biennio una questione nazionale. Napoleone Colajanni, ex-garibaldino, mazziniano, parlamentare repubblicano, scrive a caldo un libro che intitola "Nel Regno della Mafia", nel quale denunzia i depistaggi, le aderenze di Palizzolo, i legami tra mafia e politica, e chiama sul banco degli imputati lo Stato italiano, reo di aver legittimato la violenza mafiosa, facendone uno strumento di lotta politica. Una lettura di parte, certo, tutta piegata sulla difesa della Sicilia e dei siciliani, ma che dopo oltre un secolo mantiene una grande attualità, poiché ci aiuta a capire perché la mafia è ormai vecchia quanto lo Stato italiano, oltre 150 anni, e perché nonostante i grandi risultati raggiunti dall'antimafia nell'ultimo ventennio, abbiamo a che fare con una questione criminale che è stata e resta una questione nazionale.