Libri di Carmine Abate
Bibliografia di Carmine Abate: tutti i libri in vendita online editi da Aboca Edizioni NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI
Chi cerca i libri di Carmine Abate trova un'esplorazione profonda del tema dell'emigrazione e delle radici arbëreshë, declinata attraverso una narrativa che fonde memoria storica e vissuto quotidiano. Seguire i libri in ordine cronologico di Carmine Abate permette al lettore di cogliere l'evoluzione di una poetica che intreccia costantemente il Sud Italia con le nuove terre d'approdo, creando un ponte letterario tra culture differenti che arricchisce la comprensione del mondo contemporaneo.
Biografia dell'autore
Carmine Abate nasce a Carfizzi, in Calabria, nel 1954. Trasferitosi in Germania per motivi di studio e lavoro, ha vissuto a lungo ad Amburgo, esperienza che ha profondamente segnato la sua produzione letteraria, trasformandolo in un osservatore privilegiato della condizione dei migranti. Il suo impegno costante nel raccontare le comunità arberëshe gli ha valso numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Campiello nel 2012 con il romanzo La collina del vento. La sua scrittura riflette una continua ricerca identitaria, in cui la lingua e le tradizioni d'origine convivono con le sfide dell'integrazione europea.
Stile di scrittura
Lo stile di Carmine Abate è caratterizzato da una prosa lirica e densa, capace di trasformare memorie collettive e racconti tramandati in affreschi narrativi di grande potenza emotiva. L'autore è celebre per aver dato voce a personaggi che incarnano la resilienza, come emerge chiaramente nel Ciclo della collina, dove i luoghi diventano veri e propri protagonisti. La sua capacità di narrare l'appartenenza e lo sradicamento ha lasciato un segno profondo nel panorama letterario italiano, rendendo i suoi volumi dei punti di riferimento imprescindibili per chiunque desideri comprendere la complessità dei legami culturali e familiari.
L'olivo bianco Abate Carmine - Aboca Edizioni, 2024 - Il Bosco Degli Scrittori
In una calda notte d'agosto, quando gli incendi divampano nelle campagne di Spillace, tre amici si riuniscono per chiacchierare fino a tardi. È un rito che compiono ogni sera, forse per cercare di spegnere almeno il fuoco che sentono dentro, nell'estate così inquieta in cui, dopo la maturità, devono decidere cosa fare delle loro vite. Mentre Riccardo e Marco meditano di lasciare la Calabria per emigrare in Germania, Antonio non sa decidersi: l'unica certezza in quel momento è il suo amore per Elena... Ma c'è anche un altro pensiero che affolla la mente di Antonio e riguarda le vicende di Luca, un parente misterioso che solo nonna Sofia aveva conosciuto: a lei, Luca aveva lasciato la sua casa e una striscia di terra aspra e scoscesa, coltivata con fatica e trasformata in un piccolo paradiso fertile, con alberi da frutto e tutte le varietà di olivi della Calabria. I racconti di nonna Sofia sono appassionanti e sembrano nascondere un segreto: Luca aveva attirato le invidie dei suoi compaesani e, dopo una notte in cui furono uditi degli spari, nessuno seppe più nulla di lui. Tutto ciò che è rimasto è l'Olivo di Luca, quel terreno frequentato abitualmente dalla famiglia di Antonio che va lì ogni anno a trascorrere la Pasquetta. Ma chi era Luca? Era davvero partito per l'America o era morto? E perché aveva lasciato la sua proprietà a nonna Sofia? Come in un gioco di specchi tra natura e anima, ingaggiato dal padre per rimuovere il rovettaro che negli anni aveva invaso l'oliveto, Antonio cercherà di fare luce su questa storia misteriosa: liberando l'Olivo di Luca dai tralci spinosi, si addentrerà sempre più nel cuore della verità, riuscendo a mettere finalmente in ordine anche i suoi pensieri.
L'albero della fortuna Abate Carmine - Aboca Edizioni, 2019 - Il Bosco Degli Scrittori
Succede ogni estate, a fine giugno. Inizia il tempo dei bottafichi, i fioroni. Il momento più bello dell'anno: un'esplosione di sapori, profumi, calore. I bottafichi sono una passione quasi ossessiva per Carminù, che tutte le mattine, finita la scuola, lotta contro quelle 'strunze' delle 'grisce' - le ghiandaie - per aggiudicarsi i frutti migliori. Insieme a lui Mario e Vittorio, i suoi inseparabili amici d'infanzia. Li unisce un legame purissimo, fatto di corse in giro per la campagna a rubare frutta e uova, di partite a calcio, di segreti condivisi. Sono compari, si sono cioè scambiati a vicenda un garofano rosso in segno di eterna amicizia. Un'estate felice e spensierata sembra attendere Carminù, le cui notti sono, però, tormentate da un incubo. Un incubo che ha vissuto realmente anni prima, quando suo padre era partito per la Germania, e che ora non vuole rivivere più. In quei giorni, Carminù comincia a frequentare il novantenne 'nuni' Argenti, ritornato a Spillace dopo una vita da emigrato. Quest'uomo solitario, intriso di malinconia e sapienza, darà a Carminù le chiavi per decifrare un mondo che, a quell'età, si va facendo sempre più ingarbugliato e gli racconterà perché il tanto amato fico è l'albero della fortuna. In una Calabria dal sapore agrodolce, tra la pasta al forno e le polpette dell'adorata mamma, i capelli biondi di Rosalba, l'ammirazione sconfinata per un padre con cui condivide gli stessi occhi, "così profondi che si mangiano il mondo", Carminù si prepara ad affrontare le grandi prove che io porteranno verso l'età adulta.