Libri di Andrea Afribo
Bibliografia di Andrea Afribo: tutti i libri in vendita online editi da Carocci LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Poesia italiana postrema. Dal 1970 a oggi Afribo Andrea - Carocci, 2018 - Lingue E Letterature Carocci
Con un'attenzione rivolta innanzitutto al binomio lingua e stile, i capitoli di questo libro disegnano una mappa storico-critica della poesia italiana degli ultimi decenni, tra maestri di ieri (Montale, Sereni, Luzi, i novissimi, Zanzotto) e una generazione di giovani esordienti negli anni Settanta del Novecento e via via in quelli successivi: da Cucchi a Viviani, ai poeti del Pubblico della poesia fino a Magrelli, Valduga, Frasca, Pusterla, Anedda, Dal Bianco. Seguono tre approfondimenti su Ferruccio Benzoni, Milo De Angelis e Umberto Fiori. Un excursus sul nonsense nella poesia del secondo Novecento e un saggio sulla scrittura critica di Giovanni Raboni concludono il volume.
Poesia contemporanea dal 1980 a oggi. Storia linguistica italiana Afribo Andrea - Carocci, 2007 - Antologie
Il testo presenta le voci più significative e influenti dell'ultima scena poetica italiana: Magrelli, Valduga, Frasca, Pusterla, Fiori, Dal Bianco, Anedda e Benedetti. Ampi profili ricostruiscono, interpretano e giudicano le carriere di ciascun autore, e ogni testo poetico è accompagnato da un commento puntuale. L'attenzione è rivolta innanzitutto alla lingua e alle sue irradiazioni ai fatti formali (stile, retorica e metrica), metodo e argomenti per niente secondari se in poesia è senz'altro stretto, e più stretto che in altri generi, il nodo tra significante e significato, tra forma interna del testo e visione del mondo. Il libro ridiscute e prova a disegnare una mappa storico-critica della poesia italiana dell'ultimo Novecento e di questi anni, ma non solo.
Petrarca e petrarchismo. Capitoli di lingua, stile e metrica Afribo Andrea - Carocci, 2009 - Lingue E Letterature Carocci
Petrarca e petrarchismo: due stagioni cruciali della nostra storia letteraria passate al vaglio dell'analisi linguistica e stilistica. Alla base del libro alcune domande: regge ancora il famoso verdetto continiano di "monolinguismo" petrarchesco? IL verso dei "Fragmenta" è solo "mollezza" e "olio soavissimo", come scriveva Leopardi? E il petrarchismo cinquecentesco, un codice serenamente condiviso o un affascinante campo di tensioni?