Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il dì di festa Ajazzi Mancini Mario - Press & Archeos, 2024
Apparentemente un piccolo libro di racconti, o meglio di cronache, per lo più dedicate all'estate; interpolato da traduzioni e momenti di pensiero. Forse, il tentativo di accostare il mistero della vocazione - tema lungamente corteggiato -, in verità di celebrarlo nel modo della sua mancanza di soluzione, attraverso un altro e più fitto mistero, quello dell'amore. Non tanto per ravvisarvi l'arcano di un'eccitazione emotivamente decisiva - i gesti scomposti degli innamorati - che dia corpo alla narrazione, quanto per cogliervi quella dimensione di festa, spensierata e senza scopi - il fare che non fa niente - che rende la vita vivibile, ricongiungendola alle parole da cui non si distingue; avventurosa perché risolta nella stessa scrittura che la sostiene e alimenta. Opera senza opera, che si fa cancellandosi, per affermare che il sogno dello scrittore - trattenere la vita attraverso segni e lettere, per raccontarla - non è che il sogno felice, e il desiderio soddisfatto, della pagina bianca, esposta al pudore dello sguardo per essere letta in quanto davvero illeggibile.
Rapaci Ajazzi Mancini Mario - Press & Archeos, 2019 - Narrativa
Rapaci. Un volume di racconti volatili, e talvolta ferali. Storie sul confine della via maestra, nel corso di un tempo che è tanto lungo quanto brevi le scritture che lo trattengono. Per mostrare, forse, che da quella via si può sempre uscire, e rientrarvi arricchiti di memoria e smemoratezza. Perché il segreto, se c'è, è che siamo stipati di tutte quelle sbadataggini, incomprensioni e amnesie che, ferocemente, danno la giusta misura. Perché vivere è, e resta, quel luogo amato per cui dovremmo sempre sentire la vocazione...
Come fontana piena Ajazzi Mancini Mario - Press & Archeos, 2025
Questo libello s'interroga sul passaggio segreto che dall'infanzia conduce all'adolescenza - accade e non se ne può quasi dar conto -, raccontando episodi della vita di un Paese in terra di Toscana, vizi, virtù e variegata umanità, tanto grossolana quanto benevola. Esemplata nelle peripezie dell'Africano - cavallo di ritorno - delle sue sciagure e dei suoi trionfi, dei suoi sodali, dei suoi amori. Partite di pallone, cacciate, giochi di carte, scampagnate, risse, e tutta la sensualità che a quell'età si può immaginare. Soprattutto stupore dinanzi a quelle immote stereotipie, a quei rituali fermi in un tempo che non ha storia, perché non ha che quella.