Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Il sapere piccolo. Racconti sulla nuova via Albertini Normanna - Garfagnana Editrice, 2014
Con cinquanta chili di frumento del minûn in spalla, i portatori salivano nel granaio, spesso affrontando le scale fino al solaio, oppure vuotavano i sacchi nello scrigno, una sorta di cassone di legno (e anche lì, poiché era alto, c'erano tre gradini da salire e scendere per buttarci dentro il grano). Noi bambini dietro, che era proprio un bel gioco, soprattutto quando, ubriachi più di fatica che di vino, i portatori cominciavano a vacillare. Noi bambini dietro, e poi via a camminare a piedi scalzi sul grano buttato a formare dune sul pavimento; una sensazione molto gradevole: di solletico, di carezze sulla pelle, e ti veniva voglia di tuffartici come fosse acqua e ti scappava sempre di rosicchiarne qualche manciata perché c'era pure, ad avvolgerti, quell'inconfondibile fragranza che richiamava il pane. Continuano i racconti di Normanna Albertini sulla vita in Appennino dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Di quella società abituata al senza e al poco. Si faceva senza di tanto. E quello che c'era ognuno se lo costruiva. Con le mani. E con l'ingegno semplice.
Sulle spalle delle donne. Memorie di una bambina di campagna Albertini Normanna - Garfagnana Editrice, 2012
Il prete, i venditori ambulanti, qualche emigrato nelle città che tornava per le vacanze erano gli unici canali attraverso cui la nuova lingua arrivava a noi bambini dei piccoli paesi di campagna. Insieme alla radio che, in quel periodo, ogni famiglia aveva provveduto ad inserire tra i pochi arredi delle cucine. Era stato tutto uno squarciare di pareti (far dei buchi nei muri a sasso delle case vecchie implicava provocare voragini) per infilarci delle mensole su cui poggiare la radio, anzi: l' "aradio", sostantivo maschile che iniziava per vocale. Così, l'"aradio" andava a fare compagnia all'asse attaccata sopra al lavandino a cui erano appesi i secchi dell'acqua potabile, alla stufa dal piano con i cerchi di ghisa (la cucina economica smaltata di bianco, con quella scritta illeggibile in tedesco che era la marca), alla panca di legno.