Libri di Aharon Appelfeld
Bibliografia di Aharon Appelfeld: tutti i libri in vendita online editi da Guanda Saggistica
Chi cerca i libri di Aharon Appelfeld trova una profonda esplorazione della memoria, della Shoah e dell'identità ebraica nell'Europa centrale. Seguire i libri in ordine cronologico di Aharon Appelfeld permette al lettore di immergersi gradualmente nella complessità dell'animo umano, ricostruendo attraverso una prosa asciutta il trauma vissuto dall'autore e la sua lotta per preservare la dignità e la cultura contro l'oblio storico.
Biografia dell'autore
Aharon Appelfeld nasce a Jadova, nell'attuale Ucraina, nel 1932. Sopravvissuto miracolosamente all'Olocausto dopo la fuga dal campo di transito di Transnistria, raggiunge Israele nel 1946. La sua formazione letteraria, condotta prevalentemente in ebraico, è profondamente segnata dall'esperienza del trauma e dell'esilio. Divenuto docente di letteratura all'Università Ben-Gurion del Negev, ha dedicato la sua vita a raccontare l'indicibile. Vincitore del prestigioso Premio Israele per la letteratura nel 1983 e del Premio Médicis straniero, Appelfeld si è spento nel 2018 a Petah Tiqwa, lasciando un'eredità letteraria fondamentale per comprendere il Novecento.
Stile di scrittura
I libri di Aharon Appelfeld si distinguono per una scrittura scarna, ellittica ed essenziale, capace di evocare il dolore senza mai ricorrere al sentimentalismo o alla retorica. L'autore è celebre per aver dato voce alla memoria dei sommersi, concentrandosi spesso su personaggi che vagano in paesaggi boschivi o urbani, sospesi tra un passato irrimediabilmente perduto e un presente precario. Opere come Badenheim 1939 rappresentano il vertice della sua poetica, dove l'ineluttabilità della tragedia viene filtrata attraverso lo sguardo quasi straniato di protagonisti che affrontano l'abisso con una resistenza silenziosa e metafisica.
Oltre la disperazione Appelfeld Aharon - Guanda, 2016 - Piccola Biblioteca Guanda
Un bambino ebreo di soli otto anni, cresciuto nel calore di una famiglia benestante della Bucovina, antica provincia dell'Impero asburgico, viene strappato all'improvviso dal suo mondo, dalla sua lingua, dagli affetti più cari e conosce le atrocità di un campo di concentramento nazista, la fuga, anni di solitudine tra i boschi, per approdare infine in Israele, dove diventa scrittore: "uno scrittore profugo di una narrativa profuga, che ha fatto dello sradicamento e del disorientamento un argomento tutto suo". Con le tre lezioni contenute in questo libro, presentate in forma definitiva alla Columbia University di New York, Aharon Appelfeld conduce il lettore al cuore della sua esperienza e della sua narrativa. Con lucidità estrema, e una prosa limpida e luminosa, affronta questioni cruciali, come il rapporto difficile eppure fecondo tra scrittura, memoria e immaginazione; tra arte e orrore; tra Shoah e fede religiosa. Grande è la fiducia nella letteratura e altissimo il compito che le viene assegnato: attingere la verità dai particolari, "riscattare la sofferenza dai grandi numeri, dal terrificante anonimato... ridare alla persona sfigurata dalla tortura il volto umano che le era stato strappato via". In chiusura, una significativa conversazione a tutto tondo con l'amico e scrittore Philip Roth offre l'occasione di ripercorrere momenti e pagine di una vicenda artistica ed esistenziale di rara intensità.