Libri di Alain Badiou
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Manifesto per la filosofia Badiou Alain - Cronopio, 2008 - Tessere
"Il mio "Manifesto per la filosofia" tiene, in forma esoterica e polemica, questa convinzione: la filosofia è possibile. Non siamo nell'epoca del suo declino, siamo di fronte alla difficoltà di dover fare, nelle condizioni concrete della nostra epoca, il passo in avanti necessario perché la filosofia continui. Diremo anche che il Manifesto è sostenuto dalla certezza - che anima tutto L'essere e l'evento - di disporre di una categoria assolutamente nuova della Verità, sottratta al sospetto nietzscheano. Diremo infine che il Manifesto annuncia che la questione del linguaggio, per quanto importante sia, dev'essere rimessa al suo giusto posto, e che non è vero che il linguaggio sia la condizione trascendentale del pensiero. È dal percorso di una verità che procede l'invenzione linguistica, e non l'inverso. Si tratta quindi proprio di un manifesto per la filosofia. Si tratta di dire che la diagnosi di Nietzsche è errata, che la terapia di Wittgenstein uccide il "malato", che il montaggio storico di Heidegger dà della storia del pensiero una visione troppo sintetica per essere onesta, che il positivismo logico di Carnap è un'impostura, e così via".
Etica. Saggio sulla coscienza del male Badiou Alain Pozzana C. (Cur.) - Cronopio, 2006 - Tessere
«È per una vera perversione, il cui prezzo sarà storicamente terribile, che si è creduto di poter addossare un' "etica" al relativismo culturale. Perché con ciò si pretende che un semplice stato contingente delle cose possa essere il fondamento di una Legge. La sola etica è quella delle verità. O più precisamente: la sola etica è quella interna ai processi di verità, alla fatica che fa avvenire in questo mondo alcune verità. L'etica deve esser presa nel senso supposto da Lacan quando parla di etica della psicoanalisi, opponendosi sia a Kant, sia al motivo di una morale generale. L'etica non esiste. Non c'è che l'etica-di (della politica, dell'amore, della scienza; dell'arte). Non c'è in effetti un solo Soggetto, ma tanti soggetti quante sono le verità, e tanti tipi soggettivi quante sono le procedure di verità. Quanto a noi reperiamo quattro 'tipi" fondamentali: politico; scientifico, artistico e amoroso. Ogni animale umano, partecipando a una certa verità singolare, si inscrive in uno dei quattro tipi soggettivi.» (Alain Badiou).
Secondo manifesto per la filosofia Badiou Alain Boni L. (Cur.) - Cronopio, 2010 - Tessere
Vent'anni fa, il mio primo "Manifesto per la filosofia" si levava contro l'annuncio, diffuso un po' dappertutto, della "fine" della filosofia. A questo tema della fine, proponevo di sostituire la parola d'ordine "un passo ulteriore". La situazione è molto cambiata. Se allora la filosofia era minacciata nella sua esistenza, oggi si potrebbe sostenere che essa è altrettanto minacciata, ma per una ragione opposta: le viene attribuita un'esistenza artificiale eccessiva. Soprattutto in Francia, la "filosofia" è ovunque. Serve da ragione sociale ai diversi paladini dei media. E sollecitata da ogni parte, dalle banche fino alle grandi commissioni statali, per parlare di etica, di diritto e di dovere. Il punto è che per "filosofia" s'intende ormai il suo nemico più antico: la morale conservatrice. Il mio secondo manifesto cerca quindi di de-mora-lizzare la filosofia, di rovesciare il verdetto che la consegna alla vacuità di "filosofie" tanto onnipresenti quanto asservite. Essa rinnova il legame con - può illuminare l'azione di alcune verità eterne. Illuminazione che conduce la filosofia al di là della figura dell'uomo e dei suoi "diritti", al di là di ogni moralismo, nel luogo in cui, alla luce dell'idea, la vita diventa ben altra cosa che la sopravvivenza.