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  • 9788854535398 Morte in tre tempi
LIBRO   9788872974957

Abbecedario di Apice. Genealogia, cognomi e toponomastica nella terra dell'ex Ducato di Ariano di Puglia Barbato Anna  Cuttrera Sabato   -  Abe, 2025

Anche in questa pubblicazione il lettore troverà riportati alcuni nomi o frasi in dialetto dovute non all'uso errato della lingua italiana, che non è mai riuscita a sostituirsi al napoletano, ma al vero e proprio all'utilizzo settecentesco che si fa di quel termine. Ecco perché si ritrovano toponimi come masto o mastro anziché maestro, bracciale, come detto, al posto di bracciante. Altri sono stati spesso lasciati nella loro forma originale, al contrario di vidua con vedova, quasi sempre italianizzato per evitare di incorrere in gravi errori numerici in quanto possono rappresentare intere famiglie e non la singola persona. Fratello, suocera e sorella vengono invece semplicemente indicati come f.llo, socera e s.lla, come la nonna e il nonno con ava e avo, i due braccianti non sposati chiamati ziti, da 'zitelle' al maschile. Le bizzoche, cioè le monache o suore che dir si voglia, o solo novizie anche pronte a spogliarsi, sono state lasciate così come rinvenute, idem per le vergini in capillis, definite anche solo vergini o solo in capillis dalla mano del compilatore. Come segue, il lettore troverà il frontespizio ufficiale, e contrassegnati in ordine alfabetico per nome di capofamiglia, sono stati elencati i fuochi, con l'età di ogni singolo componente, domicilio e beni, laddove è stato possibile riconoscerli, come nella versione originale del Catasto. Si tratta di una semplificazione dei dati relativi alla situazione familiare e patrimoniale, unitamente ai luoghi di residenza e al reddito dichiarato (cifra espressa in once), fedeli al testo consultato, sebbene il compilatore abbia trascritto medesimi cognomi e toponimi non in maniera uniforme e manchi la sezione catastale denominata Collettiva o Unione d'once, l'elenco finale a cui si poteva fare riferimento per un riscontro diretto. Nelle successive pagine il lettore troverà rispettivamente la situazione patrimoniale di Vidue e Vergini in capillis cittadine e degli Ecclesiastici Secolari Cittadini. A seguire anzichè, come al solito famiglia del ricco feudatario, compaiono i nomi dei Forastieri abitanti in detta Terra, della sezione sottintesa riguardante i restanti Forastieri [Abitanti Benitenenti Ecclesiastici Secolari di diversi paesi], con gli altri assenti Forastieri [Bonatenenti non abitanti]. In questa nota con la lettera a. sono stati contraddistinti quelli della Terra di Bonito, con la lettera b. quelli di Santa Paolina, con la c. il commorante in Monte Fusco, con la d. quello di Paduli, con la lettera e. il tizio di Solofra; con f. quello di Casal di San Giacomo; g. di Vitolano; h. il commorante in Bonito; i. quello di Monte Fuscoli; l. di Mirabella; m. di Lapio; n. del Casale di Sant'Angelo à Cupola; o. di Benevento. E solo a seguire c'è la intestazione Ter / Septies che è la continuazione dei Forastieri Bonatenenti non abitanti in quanto si riferisce alla situazione patrimoniale del feudatario che, la mano del compilatore, ha preferito serbarsi alla fine. Come è stata inserita la sottintesa Sezione, riguardante i Beni stabili e annue rendite dell'Università di Apice relativa ai Bonatenenti abitanti e, per pura formalità, abbiamo indicato la Sezione relativa al riepilogo, in genere chiamata Collettiva Generale dell'Oncie, che, nel Catasto Onciario di Apice, è andata perduta. In ultima analisi, a compendio del lavoro, il lettore troverà in questa medesima Appendice documentaria, anche la capitolazione comunale emanata dai feudatari locali, rimasta in vigore almeno fino al 1665, ma sicuramente rimaneggiata negli anni successivi, che va sotto il titolo originario di Capitoli dell'Università della Terra di Apice / 1546.

€ 44.00 € 49.00
LIBRO   9788872971826

Atti di notai della valle beneventana: i notai dell'archivio, Scannaggio a M. Miletto, Viri a S. Angelo a Scala, Laverde di Pietra e i 4 asini, Cutillo di Oppido Pago, il disangro di Foggia, primae noctis del principe di Venosa a M. Fredane Barbato A.   -  Abe, 2024  -  Il Baule

Sono ricerche su San Giorgio del Sannio e Montefusco con i luoghi medievali di S.Angelo, Civitate S.Pietro a Sala e dell'abbazia beneventana di Venticano, che si dice Denticano quando insieme a Campanariello non erano che luoghi di pertinenza di Montefusco, il cui territorio comunale aveva termine a Calore compreso, luogo sull'attuale fiume Calore, all'epoca detto Calore Vallone. Montefusco aveva quindi inizio a Torrioni e termine a Castel del Lago, col palazzo di Federico II sul confine di Apice, fino al tratto dell'appiana Strada Regia per Casalbore, lungo il fiume Calore, cioè a Ponte Appiano, dove l'antica Via romana riprendeva il cammino per collegare Paduli a Lucera ancora nel 1500. C'è da dire che i primi atti notarili conservati all'Archivio di stato di Avellino, provengono da rogiti di notai ignoti che appaiono di stanza a Sanseverino e a Montefusco. Il notaio è Ambrogium de Vivo di Santo Severino. Nell'anno 1506, è per esempio col giudice Pastorano fuori le mura di Sanctj Severini, busta, l'anno dopo apud fora casali Pandula sempre a Sanseverino.1 A Natale del 1510 è poi lo stesso notaio a far notare un cambiamento. Nel fascio attesta il nuovo rogito scritto sub anno a nativitatis dominj 1510 (l'anno comincia il 25 dicembre), regnante ....catolici... Ferdinando de Aragonia dei grazia rege haragonum et utriusque Sicilia, citra et ultra farum. Regno vero ej hujus regni sicilia citra farum anno octavo feliciter amen. Dominici quoque in dicta terra Sancti Severini. In questi anni il Geronimo de Vivo, scrive apud Terra Prata, Terra Prato alias Prata.... Poi Terre Serini e poi Santi Severini. Altro fascicolo stessa busta 5846, anno 1516, leggibilissimo, è apud forum Serini. Nos Ambrosino de Vivo di santo severino judex ad contractus et litteram Jeronimus di Vivo de eadem Terra Sancti Severini publicis in regno sicilie.2 Nel secondo faldone della busta 5845 è sempre il notaio Ambrogio de Vivo che scrive. Mentre nel fascio racchiuso nella Busta 5847, riferito all'anno 1530, sarà il figlio notaio Geronimo de Vivo de Santo Severino, quando ormai siamo sotto il Regno di Carlo V da 15 anni, cioè a far data dal 1515. In realtà questi notai De Vivo sembrano circoscritti a Serino, ma a far data dal 1538 non mancano certo i documenti su Montefusco dove scrive un notaio anonimo 'itinerante' in quanto i suoi atti vengono redatti anche a Sanseverino. Ciò che penso è sempre frutto di un ragionamento a posteriori, mentre a me è sempre piaciuto l'esito delle carte. Perciò, stando agli atti notarili, nel 1538, alla 12esima indizione vescovile, ai tempi di Carlo V e della madre Giovanna La Pazza, cominciamo col dire che se Denticano e Calore erano frazioni di Montefusco, lo era anche Pietradefusi, perché risulta come luogo abitato del tenimento di Montefusco, cioè un Casale.3 Varrebbe la pena fare un distinguo fra Montefusco città e Montefusco Terra propriamente detta, cioè fra la Montagna della Civitate dei Casali (che è una cosa) e il feudo di Montefusco (che è altra cosa).

€ 33.00 € 38.00
LIBRO   9788872973004

Atti di notai del Monte San Felice: Atripalda, Marchesi Rosa di Chianchetella e Bagnara, Montefredane, Santa Paolina contro Torrioni e Tufo, Il testamento di Vittoria Frezzaroli-Jannotti e storie su Ceppaloni... Barbato Annamaria  Cuttrera Sabato   -  Abe, 2025

Sono gli atti di Notai del Monte San Felice con le Processioni in Atripalda, i Marchesi Rosa di Chianchetella e Bagnara, Montefredane, Santa Paolina contro Torrioni e Tufo, Il testamento di Vittoria Frezzaroli-Jannotti e storie su Ceppaloni e Balba. Il testo tratta episodi inediti trascritti dagli Archivi di Stato, specie fra 1600 e 1700, da notai residenti lungo il fiume Sabato e quindi che trattavano casi nei comuni ricadenti fra Avellino e Benevento. Nel volume sono trattati atti notarili sulle Processioni ad Atripalda, su Chianchetella, Balba e Altavilla ai Salerno dei Marchesi di Rosa, l'episodio del prete Telesa dà Capitanìa del grano al fratello, quello delle donne di Montefredane al Principe di Venosa-1773, l'industria del mulino Palata e il commercio d'acquavite, la figlia del notaio Giordano di Altavilla e Priato di Cava, le contese feudali di S.Paolina contro Torrioni e Tufo, i militari e magazzini per il grano del Regno, i nuovi ordinamenti amministrativi e istruzione nel 1800. Il testo riassume anche le trascrizioni di un testamento di Centrella per il nipote sacerdote, e le volontà di Vittoria Frezzaroli-Jannotti di Ceppaloni. Nel territorio dello Stretto di Varva ricade anche l'episodio del legionario vendicativo che sostituì il sindaco morto, quello dei d'Agostino fabbricatori residenti a Sagliocca, l'arciprete Carlo Oliviero succede al fratello in Tufo, la congrega di Montefusco affitta casa all'ex barone. Piccole curiosità notarili sulle frazioni della zona anche sull'ultimo feudatario: il marchesino Capobianco 1840, sulla Guardia Nazionale e la Scuola obbligatoria, sul dottore Carpenito di Santa Paolina a medico condotto, sui lumi, strada rotabile e ponte sul Campitiello, l'orologio pubblico, debiti e Monte dei poveri e altri fatti fra Petruro, Chianche, Torrioni, Tufo e altri paesi del Monte San Felice di Santa Paolina (Av). Il testo si chiude con una appendice sempre di documenti inediti su Mercogliano.

€ 30.00 € 35.00