Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Nessuno deve tacere. Nuova ediz. Barbera Michele - Aulino, 2019 - Narrazioni
La vita spezzata di un adolescente. Qualcosa che cambia per sempre, travolgente ed improvviso, un destino che sembra impazzito. Un romanzo che non è solo un romanzo, ma storia dalle radici vere, che si immerge nelle piaghe malate della società, una scrittura decisa a denunciare e raccontare la coscienza delle scelte difficili. Nico è un fantasma, un anti-eroe, figlio di un testimone di giustizia, al centro di un dramma involontario, con i suoi dubbi, le sue scelte, a volte imposte, la sua mai rinunciata voglia di libertà, di crescere, di vivere. E di piangere, senza nascondere il suo dolore. Una vicenda narrata dall'interno, da chi ha osservato da vicino. Un diario a più voci, l'eco intimo, delicato e forte di un dialogo raccolto con dolorosa confidenza.
Il testamento di Vantò Barbera Michele - Aulino, 2014 - Narrazioni
In un angolo magico della Sicilia, sospeso nel tempo, gli abitanti del piccolo pase di Palmitello danno vita ad un appassionante dramma umano attorno alla figura di Vantò, folle visionario ed eccentrico letterato, custode, a sua insaputa, di una misteriosa ricchezza. In un rutilante palcoscenico vivente si alternano passioni, intrighi e delitti, vicende in cui il confine tra bene e male è spesso indistinguibile. Tra umorismo tragico ed ironia grottesca, i il romanzo ci rende partecipi di un'onirica fiera delle vanità, dove tutto ciò che è reale porta in sé i segni della violenza e del male. Sullo sfondo di splendidi scenari naturali, quasi un leitmotiv pudicamente celato ad occhi profani, la narrazione guarda con interesse ai temi dell'integrazione sociale e delle minoranze etniche, soffocate da pregiudizi alienanti ed incapaci di esprimere se stesse, in un contesto che vuole l'emarginazione come conseguenza naturale della diversità.
Tutta colpa della libertà Barbera Michele - Aulino, 2014 - La Scena
Il barone Luigino Sciurba-Ferrante è stato condannato all'ergastolo per avere ucciso durante una lite il cugino Audenzio. Dopo avere scontato dieci anni di carcere viene graziato e rimesso in libertà. Il giorno del ritorno a casa Luigino deve affrontare una realtà cambiata, a lui estranea, aliena dall'ambiente dandy e raffinato in cui è cresciuto e nella quale stenta a riconoscersi. Chi gli sta attorno non gli facilita il compito, visto che tutti, a cominciare dai familiari più stretti, sembrano avere qualcosa da nascondergli. Confuso dalla tragicomica rete di inganni e bugie in cui è caduto inconsapevolmente, Luigino rivendica il proprio ruolo donchisciottesco di custode dell'onore familiare, per difendere il quale ha commesso il delitto, ma neanche questo pare appartenergli: una nuova sentenza mette in dubbio la sua responsabilità nell'assassinio del cugino.