Libri di Manlio Bellomo

Bibliografia di Manlio Bellomo: tutti i libri in vendita online editi da Euno Edizioni EUROPA

L'Europa del diritto comune. La memoria e la storia libro
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LIBRO   9788868591021

L'Europa del diritto comune. La memoria e la storia Bellomo Manlio   -  Euno Edizioni, 2019

Presentare al lettore un libro sull'Europa unita è oggi un azzardo o una necessità, legata a speranza e fiducia. La conoscenza di un'eredità che ci appartiene è comunque da approfondire specialmente sul piano culturale, e giuridico in modo specifico. Come si osserva nell'occhiello preposto al testo, "un continente che ignora il proprio passato è come una persona che ha perso la memoria". E la memoria ci riporta indietro nei sette secoli circa in cui uno ius commune europeo esisteva e si insegnava in tutte le Università del continente e si distingueva dalle plurime leges particolari, rispetto alle quali si presentava e funzionava come ius communicativum (Iacopo Belvisi) capace di innervare nelle leges princîpi e valori e categorie giuridiche d'uso corrente e comune.

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Elogio delle regole. Crisi sociali e scienza del diritto alle origini dell'Europa moderna libro
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LIBRO   9788897085614

Elogio delle regole. Crisi sociali e scienza del diritto alle origini dell'Europa moderna Bellomo Manlio   -  Euno Edizioni, 2012

Il libro ferma lo sguardo sulle categorie giuridiche nitidamente modellate nel secolo XII (furono dogmi, allora), per il coraggio di chi seppe opporsi al dominante sistema feudale e signorile. Fra tanti, i giuristi e il diritto vi ebbero parte decisiva. Per secoli è stata una partita vincente. Oggi si pone una domanda: servono le categorie giuridiche, rimodellate di epoca in epoca, per liberare l'uomo da obblighi involontari o casuali o arbitrari e per formare un ordine sociale condiviso?

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Elogio delle regole. Crisi sociali e scienza del diritto alle origini dell'Europa moderna libro
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LIBRO   9788868590772

Elogio delle regole. Crisi sociali e scienza del diritto alle origini dell'Europa moderna Bellomo Manlio   -  Euno Edizioni, 2016

La società contemporanea è in crisi. Dappertutto vi sono giovani che schivano i pensieri complessi, o accettano il dramma di ribellarsi inutilmente, o cercano furbastre o malsane scorciatoie. L'aria si fa rarefatta. Si sono destrutturate le 'forme' del vivere civile. È l'eredità del Novecento. Il diritto, non più garanzia di ordine, è vissuto spesso come strumento di potere o di guadagno. Torna in molti ambienti l'irrilevanza della volontà, perché la volontà è vincolata dallo status familiare. L'appartenenza al ceto può decidere della vita individuale. Si corre il rischio di tornare al mezzo millennio che seguì la fine dell'impero romano, e di rivivere i secoli VI-XI. Il libro apre uno spiraglio. Ferma lo sguardo sulle categorie giuridiche nitidamente modellate nel secolo XII (furono 'dogmi', allora), per il coraggio di chi seppe opporsi al dominante 'sistema feudale e signorile'. Fra tanti, i giuristi e il diritto vi ebbero parte decisiva. Per secoli è stata una partita vincente. Oggi si pone una domanda: servono le categorie giuridiche, rimodellate di epoca in epoca, per liberare l'uomo da obblighi involontari o casuali o arbitrari e per formare un ordine sociale condiviso?

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