Libri di Cur Benigni Cur Zanchi
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Luigi Ghirri. Pensiero paesaggio. Ediz. italiana e inglese Benigni C. (Cur.) Zanchi M. (Cur.) - Silvana, 2016
Cosa vediamo quando guardiamo? Cosa vediamo quando guardiamo una fotografia? Il lavoro di Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Reggio Emilia, 1992) è contrassegnato dalla tensione tra la cosa e la sua rappresentazione e non c'è nulla che egli ami più di quelle situazioni in cui i confini diventano permeabili. La sua opera ci ha insegnato un nuovo modo di vedere, dando un significato a quello che è apparentemente ovvio. Le immagini proposte in questo volume - vintage e projects prints - che risalgono soprattutto agli anni settanta e ottanta, formano una sorta di mosaico organico dei tratti principali del lavoro di Ghirri: interni ed esterni, campagna e città, presenza umana e minerale, architetture urbane e luoghi della vita quotidiana, fotografie di fotografie. Il tema principale di questi scatti è però soprattutto il paesaggio. Non il paesaggio che viene normalmente percepito, bensì quello che vi si suppone latente, inscritto sul rovescio: paesaggio della memoria e della favola, paesaggio di figure nascoste e di prodigi. In questa direzione, Ghirri ha sempre prediletto luoghi familiari, già visti, ma per la prima volta 'guardati' con occhi diversi, dove tutto è sospeso tra passato e futuro e dove, come in un paesaggio di campagna, il mondo può essere immaginato come una visione che dà ancora stupore. Un pensiero-paesaggio.
Mario Giacomelli. Terre scritte-Mario Giacomelli. Written lands. Catalogo della mostra (Bergamo, 21 aprile - 31 luglio 2017). Ediz. illustrata Benigni C. (Cur.) Zanchi M. (Cur.) - Silvana, 2017 - Fotografia
Il paesaggio di Giacomelli è insieme reale e inventato, così come il suo sguardo è visionario e visivo al contempo. È il pretesto per rappresentare una situazione altra. Le sue sono "terre scritte", dove l'orizzonte è quasi del tutto eliminato: un incastro di tempo e non-tempo. Nei suoi paesaggi il rapporto tra campagna e memoria, tra Giacomelli e una terra-madre negata e accettata si fa più drammatico, traducendosi in un'asciutta e grande rappresentazione. Della terra egli coglie i segni, la materia, i solchi, tuttavia trovando in essi corrispondenze con i corpi dell'uomo, perché la terra, nella sua poetica, è la carne stessa dell'uomo. Nel complesso la sua opera è caratterizzata dalla ricchezza di rimandi interni e di sviluppi che la rendono inconfondibile, nelle parti come nell'insieme. Così la serie del paesaggio è profondamente legata a un altro importante capitolo della sua opera: "Motivo suggerito dal taglio dell'albero". Entrambe queste ricerche sono le più dimostrative del suo modo di procedere e di costruire. In questa serie di scatti, in particolare, partendo dai piccoli dettagli della natura, che veicolano in sé un respiro umano, come un alchimista dello sguardo Giacomelli trasforma l'immagine in un "doppio visivo".
Franco Fontana. Dietro l'invisibile. Catalogo della mostra (Astino, 11 maggio-31 agosto 2018). Ediz. italiana e inglese Benigni C. (Cur.) Zanchi M. (Cur.) - Silvana, 2018 - Fotografia
La riflessione sul paesaggio è il fulcro dell'immaginario poetico di Franco Fontana, la cui opera è da sempre tesa a mostrare l'enigma dell'invisibile che si cela nel visibile. La fotografia, infatti, è lo strumento attraverso il quale egli coglie l'inesistente di ciò che è reale, sempre in bilico tra rappresentazione del vero e il cosiddetto vero. Il lavoro di Fontana rappresenta dunque un'analisi sul vedere inteso come attività immaginativa e conoscitiva: le sue intenzioni non si limitano alla documentazione dell'aspetto dei luoghi o delle figure che immortala, né a un'idea di immagine solo quale oggetto estetico. Al contrario, egli propone una riflessione che, pur tenendo conto della realtà, contempla anche una rivalutazione della percezione attraverso la fotografia.