Libri di Giancarlo Bianchi
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All'ancora del tempo Bianchi Giancarlo - Polistampa, 2014 - Corymbos. Letteratura, Prosa E Poesia
La poesia di Giancarlo Bianchi va da una confessione che scava nel profondo la propria voce ad accenni di inno di struttura vocativa: una sorta di movimento carsico fra luce ed ombra, o viceversa, che alla fine diviene un flusso dell'anima nelle sue caleidoscopiche variazioni. E tutto questo viene vissuto come in un agape fraterna in cui la Parola assurge a un valore assoluto. Questa sua ricerca ha inoltre il pregio di andare oltre i limiti confessionali ed allargarsi ad una spiritualità universale, cosmica addirittura, dove evento ed avvento finiscono col coincidere. La scrittura scorre così in una dinamica "naturale" a cui il lettore deve affidarsi per entrare in queste vere e proprie epifanie del silenzio e dal silenzio. Non è possibile, infatti, una lettura che si affidi esclusivamente al logos, ma occorre andare oltre, ascoltare l'oltre che il poeta evoca, come ha scritto Carmelo Mezza salma in apertura, con una sua totale dedizione, devozione.
Nel cuore dell'azzurro Bianchi Giancarlo - Polistampa, 2009 - Corymbos. Letteratura, Prosa E Poesia
"La poesia di Giancarlo Bianchi è mossa e commossa da uno slancio vitale rivolto al divino in una catarsi dove il tempo e l'eterno si fondono fino a identificarsi. Da qui un linguaggio che si svolge in una sorta di enivrement secondo un registro non precostruito, affidato esclusivamente al flusso semantico dell'illuminazione interiore. Ne deriva una 'scrittura' più espressiva che comunicativa in cui le tessere sintattiche sono sconvolte nella chiarezza di quella luce e, magari, un lettore abituato alla 'fabula' piana della narrazione poetica, si trova inizialmente impreparato alla tensione che conduce il tutto ad un vertice pulsante. Occorre dunque avvicinarsi a questa poesia come ad esercizio spirituale nel quale la sintesi finale consiste nel disvelamento di icone e dunque ad un'esperienza visivo-visionaria di natura alchemica. Ma ciò che vorrei sottolineare è il compiuto ossimoro per cui questa poesia mistica dà luce ad un fondamento etico e si può affermare, senza tema di errore, che la pietas qui presente in queste pagine si innerva su una radicale coscienza del tempo. Conclusivamente, la catarsi accennata all'inizio ha così una doppia valenza: mistica e civile insieme" (Franco Manescalchi).