Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
La neve Bompiani Ginevra - Et Al., 2013 - Narrativa
Durante una memorabile nevicata che sommerge Roma, Lea va a farsi cambiare antidepressivi e sonniferi da una dottoressa, che le dice: "Se non li prendesse, sarebbe molto infelice, stanca, depressa, ma certamente più lucida". Da queste parole Lea è condotta a ripensare ansiosamente la sua vita, a interrogarsi, come forse prima o poi facciamo tutti, sulla mancanza di allegria e di coraggio. Lea si dà due giorni per rispondersi (prendere i sonniferi o sopportare l'insonnia? Tristezza o antidepressivo?), i due giorni in cui cade la neve e Lea si rifugia a casa della sorella. E mentre si confronta col silenzio della sorella, le torna in mente l'ultima cosa coraggiosa che ha fatto: un laboratorio di scarpe e cappelli. La novella procede ora su due piani, la sarabanda dell'impresa lavorativa, coi suoi attori stravaganti, i suoi improbabili amori, suoi passi e i suoi voli, e i giorni della neve, in cui sprofondano anche le parole. Di che coraggio ha bisogno l'allegria? E la tristezza, cos'è?
L'incantato Bompiani Ginevra - Et Al., 2013 - Narrativa
"Di questi racconti, uno è un'educazione alla cura o, se volete, alla paternità. Uno è un'educazione alla morte. Uno alla solitudine. E l'ultimo è un'educazione sentimentale. Il primo parla della scelta, il secondo della gelosia, il terzo della vocazione, l'ultimo della giustizia. Nel primo e nell'ultimo una storia d'amore si compie prima di cominciare; nel secondo e nel terzo un maestro e un discepolo si perdono prima di essersi trovati. Se invece di racconti fossero canovacci per un teatro di marionette, tre marionette sarebbero generalmente sufficienti per rappresentarli: un anziano, un giovane, una ragazza... L'anziano a volte è saggio, a volte no; la ragazza ora sale verso le note acute di una bambina, ora scende verso le note gravi della maturità; il giovane non ha che sette note a disposizione e le canta come può. Se tutto questo ha un senso, non saprei dire. Penso anch'io, come Tristano nell'ultimo racconto, che l'interpretazione sia il diavolo, e che ogni storia percorra, col cuore in gola, la superficie." (Ginevra Bompiani)