Libri di Gianni Bozzo
Bibliografia di Gianni Bozzo: tutti i libri in vendita online editi da Sagep Storia dell’arte: stili artistici
Santino Tagliafichi (1756-1829). Tradizione e modernità a Genova tra Sette e Ottocento. Ediz. illustrata Bozzo Gianni - Sagep, 2013 - Fondazione Conservatorio Fieschi
Il libro costituisce la prima monografia sul pittore Santino Tagliafichi (1756-1829), fratello del celebre architetto neoclassico Andrea, figura di spicco del momento di transizione dell'arte genovese dalle forme barocche a quelle, classicheggianti, dei primi decenni dell'Ottocento. Pittore colto, formatosi nell'ambito dell'Accademia Ligustica, Tagliafichi realizza una singolare sintesi tra le clausole formali rococò e il nuovo rigore archeologizzante. Riformatore, senza mai del tutto interrompere i legami con la tradizione, Santino fu profondo conoscitore dell'arte genovese e delle ricchissime quadrerie dei nobili locali, presso cui svolse ininterrotta attività di restauratore, di perito, di mediatore per compravendite di opere d'arte, nel momento cruciale della dispersione della maggior parte delle collezioni aristocratiche cittadine.
Taddeo Carlone scultore a Genova 1543-1615. Un brand Bozzo Gianni - Sagep, 2023 - Fondazione Conservatorio Fieschi
"Egli è ben ragionevole, che io, dopo aver esposto quanto ho potuto raccorre di notizie, e di Opere de' Genovesi Professori d'alcuna delle tre nobilissime Arti sorelle, qualche cosa soggiunga di quegli altri Valentuomini forestieri, che negli stessi generi d'Arte ci hanno lasciate, o qui in Genova, o nello Stato illustri memorie della loro Virtù". Così Ratti, nella riedizione del testo di Soprani del 1674, introduce, tra le altre, la vita di Taddeo. Vi affiorano i tratti salienti dello scultore, capostipite di una progenie di artisti: le origini nella giurisdizione di Lugano e l'instancabile operosità a Genova, teatro di trasformazioni urbanistiche, economiche e sociali tali da indurre Braudel a definire il Cinquecento: "El Siglo de los Genoveses". L'antico e il linguaggio della Maniera, di etimo michelangiolesco, assimilati nel soggiorno nell'Urbe, hanno offerto allo scultore stilemi congrui con le sue inclinazioni, recepiti però di rimando; ineliminabile, in lui - pur se raramente rilevata - la memoria atavica dei maestri lombardi...