Libri di Massimo Canevacci
Bibliografia di Massimo Canevacci: tutti i libri in vendita online editi da Booklet Milano SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Culture extreme. Mutazioni giovanili nei corpi delle metropoli Canevacci Massimo - Booklet Milano, 2003 - Le Melusine
Una ricca proposta di immagini e materiali prodotti negli ultimi anni dai gruppi giovanili in Italia e all'estero, che aiuta ad analizzare i rapporti tra giovani e metropoli, media, consumi. Prende piede, nella comunicazione giovanile d'opposizione, l'uso della "X" intesa come contrario (versus), eccessivo (extra large), alieno (X-file), proibito. L'autore guida il lettore attraverso le produzioni culturali più recenti nel campo dell'arte, della musica, di nuovi modi di intendere le ideologie o la sessualità, mostrandoci come avviene la trasformazione dell'estremo in "extremo", e come sia impossibile comprenderlo senza accettare quel che è fuori dalla regola.
P.J. Didattica etnografica sperimentale Canevacci Massimo - Booklet Milano, 2002 - Le Melusine
Questo libro nasce dall'esigenza di ragionare su come si svolge la didattica all'Università. Il punto di partenza è che la didattica odierna è normalmente basata su impostazioni in gran parte superate e che l'Università non dovrebbe essere il luogo della riproduzione del sapere, ma lo spazio dell'innovazione dei saperi. Quella che Massimo Canevacci ci propone è la figura del professore alla consolle, il "P.J.", capace di costruire una didattica multisequenziale, multinarrativa e multisensoriale.
La linea di polvere. I miei tropici tra mutamento e autorappresentazione Canevacci Massimo - Booklet Milano, 2007 - Le Melusine
Una ricerca che ha condotto l'autore ad assistere a uno dei rituali funerari più complessi mai elaborati da una cultura umana. Il funerale Bororo popolazione indigena brasiliana concentrata nella regione del Mato Grosso - e reso famoso da Lévi-Strauss con i suoi "Tristi tropici", è qui centro del racconto e trama di un'appassionata etnografia in cui la vita e i sentimenti dell'antropologo sono una cosa sola con la ricerca sul campo. Ed è questo coinvolgimento totale che l'autore ci trasmette rendendoci partecipi dell'intensità di un rito che si consuma al ritmo incalzante delle maracas, tra i colori brillanti dei pariko di piume, i corpi spalmati con l'"urucum", le impressionanti scarificazioni dei partecipanti; ma anche raccontandoci di come Kleber e Paulinho documentano la propria cultura con la cinepresa in spalla, le bambine di Sangradouro si appassionano a Internet e Leonida Akirikurireudo gira il mondo per presentare le proprie opere d'arte. I tropici di Canevacci non sono tristi, ma sanguinanti e ironici, disperati e consapevoli. Lui la scelta di campo per la sua ricerca l'ha compiuta: insieme a quelle persone, al fianco di popolazioni che rivendicano la soggettività culturale e politica della propria liberazione.