Libri di Claudio Castellacci
Bibliografia di Claudio Castellacci: tutti i libri in vendita online editi da Odoya Cultura popolare
Los Angeles e le radici della cultura pop Castellacci Claudio - Odoya, 2024 - Odoya Library
Per capire veramente la cultura pop(olare) bisogna, per prima cosa, capire Los Angeles, una non-città composta da mille e una città, uno studio cinematografico sparso in ogni quartiere, disordinato e in continua evoluzione, con la sua artificialità, la sua iconicità, la sua consumabilità visiva e sonora fatta di film, canzoni, fumetti, fantascienza, detective story, videogame, con la capacità di inventarsi e rinnovarsi, con l'essere espressione di una cultura visionaria, il suo appartenere all'universo della comunicazione, esserne la capitale, essere il luogo che ha creato il Sogno Americano, "dove la realtà si trasforma in fantasia e la fantasia diventa realtà". A Los Angeles, più che altrove, il pop, con tutte le nicchie e i sottogeneri propri della cultura di massa, si identifica con ciò che chiamiamo mainstream, che qui ha radici antropologicamente profonde. E se a Londra il pop scomparve il 10 aprile 1970, quando Paul McCartney annunciò la dissoluzione dei Beatles, e una pietra tombale cadde sulla Swinging London, a Los Angeles il pop non è mai finito perché qui è un fenomeno culturale autoctono, una vera e propria "categoria dello spirito cittadino".
Route 66. Cent'anni on the road. Ediz. illustrata Castellacci Claudio - Odoya, 2026 - Odoya Library
Questo libro è il ritratto di una strada - la Route 66 - che, nel 2026, festeggia il suo centesimo compleanno. Un'arteria che è stata una sorta di organismo vivente in costante mutamento, plasmata da esigenze logistiche, militari e sociali. La Sessantasei diverrà, per tutti, la strada per antonomasia, immortalata nelle foto di Dorothea Lange, Arthur Rothstein, Robert Frank che ne racconteranno le svolte, le crepe, i bordi polverosi, le ombre lunghe, le distese vuote e le vite precarie che vi scorrono accanto. Un nastro d'asfalto che si sarebbe snodato per 3.617 chilometri, attraverso tre fusi orari e otto stati: dall'Illinois alla California, ovvero dal lago Michigan all'Oceano Pacifico. Un paesaggio che, nel tempo, si sarebbe popolato di motel, insegne al neon, pompe di benzina, officine improvvisate, diner e centinaia di figure che avrebbero definito la vita quotidiana dell'America on the road: cameriere, benzinai, cuochi, camionisti, meccanici, venditori ambulanti, poliziotti, addetti ai motel. A metà degli anni Cinquanta la Route 66 non ce la faceva più a reggere il volume di traffico che vi si era riversato e nel 1956 il Congresso votò la legge che istituiva l'attuale sistema di autostrade interstatali. Fu la condanna a morte per la Route 66 che fu definitivamente dismessa nel 1985. In California, moncherini della vecchia strada si trovano ancora in centri dai nomi esotici nei pressi dell'area del deserto del Mojave dove, durante la Seconda guerra mondiale, si addestrarono le truppe corazzate al comando del generale Patton. Della Route 66 tutto quello che rimane è una targa.