Libri di Corrado Cavallo
Bibliografia di Corrado Cavallo: tutti i libri in vendita online editi da Aracne Politica e governo
Classe politica, forme di governo e gabinettismo Cavallo Corrado - Aracne, 2008 -
In Italia la dirigenza amministrativa non viene considerata come parte integrante delle classi dirigenti. Di contro, il ceto politico è da sempre sospettoso verso la burocrazia che custodisce la propria separatezza mediante procedure tortuose e oscure. In realtà la burocrazia ha costruito, nei confronti del corpo politico, un solido potere di interdizione. Il ceto politico ha reagito alla progressiva chiusura dell'alta burocrazia mediante la proliferazione negli apparati statali di incarichi di staff, ricoperti nella stragrande maggioranza dei casi da persone esterne agli apparati: capi di Gabinetto e capi degli Uffici legislativi provenienti dai ranghi della magistratura amministrativa e di quella contabile, nonché dalle fila dell'Avvocatura dello Stato. A queste figure istituzionali si è progressivamente aggiunto un crescente numero di consiglieri di estrazione varia e dai compiti sempre meno definibili. Tutto ciò ha contribuito a creare un duplice effetto (negativo) di sovrapporre l'azione dei Gabinetti a quella delle strutture di line e di separare il responsabile politico dall'alta dirigenza.
La nascita dello Stato burocratico moderno. Concetti di sovranità e democrazia Cavallo Corrado - Aracne, 2007 -
La burocrazia, o meglio gli impiegati pubblici sono oggetto da tempo di critiche più o meno giustificate. Questa opera analizza nel suo complesso la formazione dello Stato burocratico moderno, radice dello Stato contemporaneo e di tutto quell'apparato che contribuisce al suo funzionamento. La Pubblica Amministrazione oggi ci appare complessa e ingarbugliata ma ha una sua ragion d'essere e, oggi più che mai, l'encomio di Pericle ai caduti ateniesi dopo il primo anno di guerra, dalle Storie di Tucidide, appare appropriato: "Noi che serenamente trattiamo i nostri affari privati, quando si tratta degli interessi pubblici abbiamo un'incredibile paura di scendere nell'illegalità: siamo obbedienti a quanti si succedono al governo, ossequienti alle leggi e tra esse in modo speciale a quelle che sono a tutela di chi subisce ingiustizia e a quelle che, pur non trovandosi scritte in alcuna tavola, portano per universale consenso il disonore a chi non le rispetta."