Libri di Raffaele Cavalluzzi
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Sogni da sogni. Studi su letteratura e cinema Cavalluzzi Raffaele - Progedit, 2018 - Arti. Musica. Spettacolo
A tenere insieme letteratura e cinema è un'idea tratta da un saggio di Pasolini, convinto che, nel precipitare del rapporto tra scrittura cinematografica e realizzazione filmica, si manifesti la dimensione comune del sogno e della visione. Si potrebbe dire che i film sono sogni da sogni: rigorosamente distinti e frutto di linguaggi e scritture relazionati. I casi letterari esaminati attingono appena esplicitamente a una dimensione onirica (Tasso, Alfieri, Pascoli, Svevo): perfino il percorso autobiografico-politico seguito da De Sanctis, o quello analitico-comportamentale che fa perno sulla crisi della famiglia nelle novelle pirandelliane, sono occasioni critiche in qualche punto segnate dalla vaghezza del sogno. Anzi, siamo già al di là della crudeltà realistica, nel territorio che recupera lo smarrimento del presente. D'altro lato le fonti letterarie del cinema possono prevedere un'esemplificazione della lievitazione letteraria nel suo divenire. Le "trappole dello sguardo" che stringono l'ottica letteraria all'esito filmico mediano direttamente la capacità intuitiva della recensione cinematografica, che qui si esercita anche su grandi film della nostra contemporaneità.
La crudeltà dello scrittore Cavalluzzi Raffaele - Progedit, 2017 - Letterature
Che cosa è la crudeltà dello scrittore? È l'imparziale e perciò impietosa condizione che lo scrittore deve assumere nel guardare e descrivere la realtà, trascurando perfino "la propria immagine soggettiva del mondo". Muovendo da questa definizione che nei "Saggi sul realismo" Lukács dà dello scrittore, Raffaele Cavalluzzi ricerca e trova conferma di tale qualità (o condizione?) attraverso personaggi ed episodi della letteratura italiana degli ultimi secoli, fino ai nostri giorni. La crudeltà "è la più profonda etica letteraria del grande realista", che, per il filosofo ungherese, era personata soprattutto da Balzac. Pur tenendo conto di questa masochistica spietatezza, Raffaele Cavalluzzi ne avverte il grave peso e si prova a cogliere aporie e anche tentativi di conciliazione nella produzione letteraria (particolarmente da De Sanctis al Novecento), sempre più giù lungo la scala declinante della modernità.