Libri di Giovanni Colombo
Bibliografia di Giovanni Colombo: tutti i libri in vendita online editi da Jaca Book Letteratura: storia e critica
Figure letterarie e peripezie della grazia Colombo Giovanni - Jaca Book, 2016 - Saggi Di Letteratura
"Era l'intento che contrassegnava l'opera letteraria di Giovanni Colombo: quello di ricercare e di perseguire tra le intime pieghe delle figure da lui delineate, e quasi cesellate con inimitabile finezza, le vicissitudini e i travagli della grazia, ossia la presenza di Cristo o la sua assenza o l' aspirazione a lui o la sua nostalgia. E, infatti, Colombo avvertiva tale presenza sotto una molteplice varietà di forme: da quella limpida e luminosa del suo celebrato e incantevole maestro di Università, Giulio Salvadori, a quella nelle trame contorte e ambigue dei romanzi di Mauriac, a quella inconsapevole nello stesso Virgilio e forse rintracciabile persino in Giosuè Carducci. 'Io sono persuaso - non esiterà a scrivere - che la Provvidenza ha suscitato sul confine del paganesimo il cigno mantovano perché sotto le sue ali purificasse tutta la poesia ellenica e romana, e la rendesse così degna del battesimo, quel battesimo che Dante le amministrerà per condurla nei regni ultramondani'. D'altra parte una tale presenza religiosa viene avvertita e fatta risaltare 'naturalmente', ossia non contorcendo o alterando i testi degli scrittori, ma leggendoli dall'interno, nello spirito che ne anima la lettera. Ecco perché riteniamo quello di Colombo un lascito prezioso nella tradizione letteraria religiosa, che è indice di intelligenza conservare e tramandare." (Inos Biffi)
Letteratura e cristianesimo nel primo Novecento Colombo Giovanni Biffi I. (Cur.) - Jaca Book, 2008 - Già E Non Ancora
Pur apparsi da decenni nel volume intitolato "Aspetti religiosi della letteratura contemporanea", i saggi di Giovanni Colombo qui ripubblicati conservano tutta la suggestione dello spirito e dell'intenzione che li ha dettati. Sulla scia di Giulio Salvadori, l'autore mira a cogliere l'anima degli autori. Oltre l'interesse immediatamente storico e filosofico delle loro opere, egli si sofferma a ritrovare e a interpretare gli ideali e le ansie interiori ed esistenziali, che suscitano e muovono le loro opere. Così egli incontra Ibsen, con la sua "angoscia dell'impossibile autonomia"; Pirandello, con il suo "dramma della relatività"; Chesterton, con l'avventura della sua lucente e liberante ortodossia; Claudel, con la potente e sofferta evocazione della "lotta tra la Grazia e la natura" e con la celebrazione nell'arte del "mistero della Chiesa"; e infine Papini e Mauriac, il primo che "dall'inquietudine intellettuale riconduce l'uomo moderno a Cristo, infinita Certezza", il secondo che "dall'inquietudine del cuore e dei sensi riconduce l'uomo moderno a Cristo, infinito Amore". Qualcuno ha parlato di "cristocentrismo estetico" di Giovanni Colombo: infatti, egli era persuaso che poeti e scrittori si potessero intimamente intendere come testimoni o della felice presenza, o della drammatica assenza, o dell'inquieto e inconsapevole desiderio di Gesù Cristo, come senso e soluzione dell'esistenza.
Scritti sul Manzoni Colombo Giovanni Biffi I. (Cur.) - Jaca Book, 2009 - Già E Non Ancora
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