Libri di Franco Cordelli
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L'ombra di Piovene Cordelli Franco - Le Lettere, 2011 - La Nuova Meridiana
Fra il 2007 e la scorsa primavera, Franco Cordelli s'è trovato a scrivere di Guido Piovene. "Lo rileggo per caso; ma anche, sospetto, per una qualche bellicosa necessità". Sospetto, bellicosità, necessità: sono i caratteri del corpo a corpo dello scrittore di oggi col suo predecessore, rimosso ma proprio per questo inaggirabile. "Uno degli eroi intellettuali del XX secolo", lo definisce con buona dose di provocazione: essendo dovuto, l'oblio di Piovene, proprio alla sua fama di scarso eroismo. Si susseguono confronti esistenziali, prima che letterari, con capolavori come Lettere di una novizia, Le Furie, Le stelle fredde e Verità e menzogna. E si intercala un saggio disperso dello stesso Piovene, Contro Roma, consuntivo corpo a corpo con se stesso, che rivela come questo libro sia un'autobiografia intellettuale. "Tenacemente indiretta": al modo in cui i personaggi di Piovene "si appalesano e significano se stessi". L'ammiratore di Cordelli e delle sue ultime straordinarie inchieste in forma di romanzo sull'Italia contemporanea, "Un inchino a terra", "Il duca di Mantova" e "La marea umana", speculerà infinite agnizioni di lettura.
Il poeta postumo. Manie pettegolezzi rancori. Ediz. illustrata Cordelli Franco Chiodi S. (Cur.) - Le Lettere, 2008 - Fuori Formato
Il poeta postumo è il bizzarro documento di pubblici vizi e virtù private delle letture poetiche che il club romano Beat 72 tenne nella primavera del 1977 a Roma e che destarono un grande clamore. Nel '78 II poeta postumo esce da Lerici con un'appendice di immagini - qui ricostruite nel loro originale splendore grazie all'inesausta ricerca iconografica di Stefano Chiodi - che documenta le performance di Dario Bellezza, Paolo Prestigiacomo, Renzo Paris, Giorgio Manacorda, Maurizio Cucchi, Valentino Zeichen, Elio Pecora, Mariella Bettarini, Cesare Viviani, Giuseppe Conte, Gino Scartaghiande, Michelangelo Coviello, Gregorio Scalise, Nico Orengo, Daniela Ripetti e del Gruppo poesia nel movimento politecnico-poesia. Ma le performances non erano state solo, e non tanto, quelle dei poeti. Ciò a cui assistiamo in queste pagine scatenate è una fiera delle vanità, e insieme un teatro della crudeltà, dove l'unico a restare incolume sul campo, alla fine, è il regista nemmeno così occulto, il poeta postumo Franco Cordelli acquattato in silenzio in un angolo dell'inquadratura, dietro le quinte degli occhiali scuri.