Libri di Gianluca Corrado
Bibliografia di Gianluca Corrado: tutti i libri in vendita online editi da Studium Filosofia occidentale: dal 1900
L'ermeneutica in questione. Il confronto tra Emilio Betti e Hans-Georg Gadamer Corrado Gianluca - Studium, 2022 - Universale
Il più importante erede novecentesco della tradizione ermeneutica di Schleiermacher e Dilthey - il giurista Emilio Betti - e il principale allievo del padre della filosofia ermeneutica Heidegger - Hans-Georg Gadamer - si sono ripetutamente confrontati sulla condizione del soggetto nell'interagire con un dato altro da sé. È possibile regolamentare l'interpretazione perché assicuri l'acquisizione dell'in sé dell'Altro, senza inficiarlo con la propria soggettività conoscente? E i limiti o la destituzione di una normazione metodica comportano per il soggetto il guadagno di una libertà di senso nell'appropriazione interpretativa o la rinuncia al conseguimento decidibile di un'essenza a lui esterna? Nella ricostruzione critica del limpido dialogo tra i due pensatori, ecco stagliarsi un'integrazione auspicabile delle rispettive priorità: una "relativa oggettività" dell'interpretandum e un non arbitrario apporto ontologico da parte dell'interprete.
Oltre l'indifferenza. Barthes e Derrida Corrado Gianluca - Studium, 2025 - La Dialettica
Al di là dello scambio di attestati di stima e di fugaci menzioni l'uno dell'altro, incuriosisce la sostanziale estraneità reciproca tra Roland Barthes e Jacques Derrida, esponenti di punta del pensiero francese degli anni Sessanta e Settanta. Se è vero, infatti, che le loro opere hanno due linguaggi diversi - quello della semiologia e della critica letteraria per Barthes, quello della filosofia per Derrida - è pur vero che sovente il primo ha sviluppato riflessioni di portata teoretica e il secondo ha secato la filosofia con la letterarietà del testo. Nel proporre un punto di convergenza tematica tra i due un passo oltre la loro indifferenza, si sono qui focalizzati gli anni che vanno dal 1967 al 1972; in quel periodo, assieme ad altri nomi, entrambi vagheggiano, in nome della "differenza", una liberazione del segno e del concetto dal logocentrismo occidentale nei suoi tratti imperialistici e normativi. Il presente saggio mostra affinità e diversità dei due tentativi in parallelo, retti quello derridiano da un discorso comunque teorico-argomentativo e quello barthesiano da un discorso maggiormente impastato con la significanza della scrittura, dunque meno gravato dalle sue stesse premesse.