Libri di narrativa e argomenti correlati
Opere di narrativa e argomenti correlati
Parabole nel verbo Corso Andreina Seracini A. (Cur.) - Bonaccorso Editore, 2024 - Narrativa Bonaccorso
"Ecco, sì, volentieri, Andreina... una prefazione al tuo libro. Molti verbi, ogni verbo occasione per un piccolo racconto del Tempo, del nostro tempo. Sfaccettature della realtà... in azione, in continua azione, verbo appunto (!). In modo denso ma anche fluido, a volte leggero, mai superficiale, mai purtroppo eh, mai purtroppo, superficiale..." (dalla Prefazione di Giovanna Gin). "Sapere: Verbo pieno di parole, di esperienze, di libri, di racconti di vite vissute, inventate, tramandate e tradite in tutte le lingue del mondo. Verbo abitato da scuole aperte, università distribuite in ogni parte del pianeta, ore laboriose nelle fabbriche, ore dolorose in caduta di disoccupazione: il sapere aiuta, ma non basta. E poi il sapere delle mani che toccano e plasmano la terra, raccolgono la frutta dagli alberi, tagliano le spighe di grano nei campi invasi dal sole. Il sapere dello spaventapasseri amico dei passeri che accoglie la pioggia, il vento, la nebbia e l'odore del tempo. Di te, verbo sapere abbiamo un bisogno infinito, con te riscattiamo le domande inespresse che si fanno largo fra noi e l'esigenza di conoscere..." (Andreina Corso)
Però non volevo Corso Andreina - Bonaccorso Editore, 2012 -
Però non volevo - Bonaccorso Editore
Nati in sostituzione Corso Andreina - Bonaccorso Editore, 2022 - Narrativa Contemporanea
«Sono una donna veneziana, in questo momento con i miei settantacinque anni legati alla scrittura, sono una donna, in fondo, una donna e basta. Una donna che fatica a parlare di sé, della sua vita, della sua esistenza, sapendo che essa è simile ad altre vite, che la sua storia assomiglia a quella di infinite altre esistenze. E allora, perché parlare di me? Preferisco farmi schiva e non dimenticare la lezione di Carlo Emilio Gadda su quell'Odioso Io. "Chi dice «io» parla, magari senza saperlo, di qualcun altro, di un estraneo, di uno sconosciuto destinato a restare tale, sempre e comunque". Vale il motto rimbaldiano: «Je est un autre». "Io è un altro". E quindi, chi è questa donna che scrive? Le sue parole, i personaggi di Nati in sostituzione?, anche lei è nata in sostituzione? Forse in sostituzione della sua città, Venezia, sorella di luce e di pianto che ha dovuto lasciare? Affido alla lettura di queste pagine, all'incontro con gli esseri umani che le animano, la nostra conoscenza, ben sapendo che le nostre vite, oggi piegate dall'orrore della guerra, nulla possono di fronte alla violenza e alla morte...» (Andreina Corso). Prefazione di Giuseppe Goisis.