Libri di Cur Crescenzi
Bibliografia di Cur Crescenzi: tutti i libri in vendita online editi da Mattioli 1885 Preistoria
Imputato Eichmann. Interrogatori e contro interrogatori dello «spedizioniere della morte». Processo Eichmann. Vol. 4 Crescenzi L. (Cur.) - Mattioli 1885, 2016 - Archivi Storici
Dopo "Cinquanta chili d'oro" (2014, relativo al capitolo italiano del processo), "Un fiore mi chiama" (2014, relativo all'infanzia, all'adolescenza e alla prima gioventù, secondo i racconti dei testimoni), "Posso stare in piedi" (2015, dedicato alle 22 deposizioni rese da altrettante donne sopravvissute, provenienti da tutti i territori investiti dall'onda della Shoah), l'opera si conclude con questo quarto volume interamente dedicato al lungo interrogatorio e controinterrogatorio dell'imputato Eichmann davanti alla Corte distrettuale di Gerusalemme. A parlare, qui, è lo "spedizioniere della morte", come a un certo punto lo definisce il Procuratore generale Hausner. E la sua è una difesa testarda e monocorde, a tratti irritante, sorda a ogni sollecitazione, finanche snervante. Da 1961, l'anno del processo, il dibattito sul processo Eichmann è essenzialmente stato un dibattito su Hanna Arendt e sulla "banalità del male", che in sostanza è prevalso nei confronti dell'interesse del processo in sé. Eichmann era solo un "nemico del genere umano", un cinico "spedizioniere della morte", come fu definito? O non rappresentava, come piuttosto pensava la filosofa tedesca, l'assenza di una dimensione interiore etica della coscienza? Eichmann, come prodotto dell'ideologia totalitaria, era davvero privo di qualsiasi specifico tipo di pensiero? Il volume, attraverso le parole dell'imputato stesso, prova ha dare una risposta a queste domande.
Posso stare in piedi. 22 deposizioni, 22 vite, 22 storie di donne e delle loro famiglie. Processo Eichmann. Vol. 3 Crescenzi L. (Cur.) Zamagni S. (Cur.) - Mattioli 1885, 2015 - Archivi Storici
Dopo i primi due volumi della serie Processo Eichmann, viene oggi pubblicato il terzo volume, dedicato alle deposizioni femminili. Si tratta di 22 deposizioni rese da donne sopravvissute, provenienti dai territori investiti dalla Shoah. Donne di ogni età e di ogni condizione sociale, alcune delle quali ebbero un ruolo importante nella Resistenza. In poche ore, queste creature diventavano un numero, senza un passato, né un presente, né un futuro, perché ogni giorno veniva ricordato loro che sarebbero morte. Quindi, nell'ambito degli atti del processo, queste testimonianze legate dal filo conduttore del genere rappresentano un corpo che acquista un particolare peso perché, negli studi e nella documentazione intorno alla Shoah, le testimonianze femminili costituiscono da sempre una fonte secondaria rispetto a quelle maschili: in parte perché esse sono emerse dal silenzio solo più recentemente, e in parte perché, nel sentimento collettivo, la Shoah non è considerata un fenomeno di genere, ma una 'catastrofe' che riguarda l'intero mondo dell'Ebraismo, indipendentemente dall'età e dal sesso delle sue vittime. Mentre, come risulta dalla lettura di questo volume, la differenza di genere influì non poco sulle scelte dei nazisti, in quanto, secondo la loro logica, il genere femminile era assai più pericoloso di quello maschile in ragione della sua capacità riproduttiva.