Libri di Paolo Cristiano
Bibliografia di Paolo Cristiano: tutti i libri in vendita online editi da Tullio Pironti Raccolte di poesia di singoli poeti
Interrogando assidui. Scelta antologica di versi dal 1961 a oggi Cristiano Paolo Siena R. (Cur.) - Tullio Pironti, 2015
"L'antologia che sta curando l'amico Robertomaria Siena è l'occasione giusta per ricapitolare tutto quello che in un cinquantennio di intenso sodalizio mi è entrato dentro del mondo poetico di Paolo. Vorrei, a questo riguardo, tentare di 'tagliare', per così dire, il tempo trascorso per riuscire a cavare luci e ombre di quel mondo: dal suo impegno politico, vissuto senza furbi coinvolgimenti ma con tenace e coerente rispetto dei suoi valori di giovane partigiano, al suo fare civile nella professione forense, all'entusiasmo di dedicarsi per tutta la vita alla pittura e alla poesia senza facili e mutevoli adesioni, ma con alcuni capisaldi di onestà intellettuale che hanno strutturato la sua lunga vita di novantenne frizzante, aperto al mondo, ancora e più che mai curioso di vivere e felice di farlo. Insomma, Cristiano ha messo in gioco tutto se stesso, il suo intero percorso, facendosene attore e vittima nel contempo, nel giudizio consapevole e severo, nel coinvolgimento profondo e sofferto, nella 'pietà' del cristiano laico, nel rifiuto di questo deviato 'presente televisivo'. Su queste basi la poesia di Paolo, la sua arte, il suo vivere con passione e amore, hanno fecondato questo lungo nostro tempo ridandogli slancio e spessore e contribuendo, con altri pochi, a sollevarlo da una mortificante fatuità senza memoria e senza futuro". (Dalla prefazione di Nicola Terzulli)
Voce mia. Scelta antologica di versi in dialetto napoletano editi e inediti ('A) Cristiano Paolo - Tullio Pironti, 2015 -
""Io saccio sulo 'sta parlata nosta, / e m'affaccio a sentì ll'aulive stuorte, / 'e ffilare spampanate 'e ll'uva, / scagne penziere cu 'e vuosche 'e castagne, / me sfogo cu 'a campagna / bella e su-lagna". In questi versi, come negli altri dell'intera antologia, emerge tutta la ricchezza lessicale di quel dialetto napoletano arricchito dalla presenza di alcune varianti, proprie dei luoghi in cui l'autore è nato e cresciuto, forma espressiva che diviene lo strumento grazie al quale ogni cosa prende vita: "e tutte 'sti ccose parlano / cu 'sta parlata ca ièsce 'a 'nterra / comm' a l'acqua, 'e sciure, / te trase int' all'osse e accussì / te fa esse chi si'". Questo il registro linguistico a lui più congeniale, che Carlo Emilio Gadda definiva la "lingua dell'amore", e quindi il modo migliore per esprimere un sentimento, uno stato d'animo. Linguaggio colto, perché il Napoletano è una lingua ben definita, con i suoi vocaboli, le sue regole, la sua musicalità e il suo carattere, il tutto appassionatamente approfondito dal poeta e che, comunque, nella sua complessità, è capace di rendere nei versi uno straordinario senso di immediatezza e spontaneità [...]". Prefazione di Annalisa Oliva. Con un ricordo di Nicola Terzulli.