Libri di Maurizio Cucchi
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Il disperso Cucchi Maurizio - Guanda, 2018 - Tascabili Guanda. Poesia
"La coerenza, la forza stilistica di questo libro alla sua prima uscita, nel '76, si imposero come un punto di riferimento nel panorama letterario italiano. A tanta distanza dalla sua uscita, il testo viene riproposto nella sua integrità, con minimi ritocchi. Nomi propri di persona o di luogo recingono un ambito al contempo biografico e geografico. Difficile indicare con esattezza i protagonisti delle storie raccontate. Dietro l'eroe (un soggetto prossimo alla dissoluzione, che avverte con angoscia l'incombere del padre), sfilano i testimoni di un incidente, di un crimine, di una vita, posti in un universo concentrazionario che può essere, indifferentemente, quello di un condominio, di una gita, di un ufficio. Riallacciandosi all'espressionismo lombardo, Cucchi mostra al contempo di aver assimilato la lezione europea di Samuel Beckett. Non c'è una trama, bensì il suo disfarsi narrativo, secondo canoni che si direbbero atonali. Voci e frammenti emergono come fitte di un'unica, estenuata emorragia, e su uno sfondo piccolo-borghese la partitura della pagina si organizza come un regesto del nulla. Le briciole, i residui, i rimasugli, una morbosa claustrofilia domestica, fanno così da controcanto a un io che avverte con orrore la minaccia del sangue. Forse è per questo che l'auscultazione di mondo e carne darà identico esito, e al suono perturbante della casa («avrei giurato / di sentire come un cric crac / di là, in cucina») risponderà la stessa eco nel corpo («Il cuore / è inarrivabile. Ma una cilecca un cric / un crac un forellino un micro- / ingranaggio un tic / un ossicino un'unghia un bulbo / una ghiandolina»). Lenticolare e concentrica, la forza del Disperso rimane a tutt'oggi esemplare, nella sua intatta capacità di tradurre la fibrillazione psichica in parola poetica." (Valerio Magrelli)
Jeanne d'Arc e il suo doppio Cucchi Maurizio - Guanda, 2008 - Fenice Contemporanea
Una donna reclusa si identifica con Giovanna d'Arco e ripercorre con la mente alcune tappe essenziali della vita di lei, pensando anche a quel suo mostruoso compagno d'armi che fu Gilles de Rais, l'aristocratico torturatore e uccisore di bambini da cui viene la leggenda di Barbablù. Ma l'identificazione non è semplice, perché la protagonista "litiga" anche con la santa, con la sua immagine, soprattutto per la sua eccezionaiità e per l'implicito suo desiderio di autoaffermazione. Se il tema è squisitamente religioso (la pazzia trasfigurata nella santità di Giovanna D'Arco e la santità trasfigurata nella pazzia di una donna), lo sguardo di Maurizio Cucchi trascende sempre la dimensione di ciò che racconta.
Il disperso Cucchi Maurizio - Guanda, 1994 - Fenice Contemporanea
Le poesie contenute ne "Il disperso" sono state scritte dal 1971 al 1975. Storie di sé e di altri, di familiari e di estranei, di solitudine e di alienazione piccolo-borghese, i versi di Cucchi danno vita alle numerose voci che si alternano sulla scena: il poeta narrante, vari personaggi, i testimoni oculari, i testimoni reticenti... Un libro che costituisce una sorta di romanzo milanese.