Libri di Alberto Cuomo

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Gropius. Pathos logos ethos libro
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LIBRO   9788884978721

Gropius. Pathos logos ethos Cuomo Alberto   -  Clean, 2023  -  Dialoghi

A partire dal noto saggio di Argan su Gropius, in cui si metteva in relazione l'opera dell'architetto con la fenomenologia, questo testo scava nelle asserite affinità onde rilevare il senso della sua "razionalità", sia nell'attività di docente che nella pratica operativa. Formatosi presso l'Umanistische Gymnasium, il calvinismo materno influenzerà l'inclinazione all'ascetismo, ovvero la tensione alla prosciugata astrazione dal particolare, che gli ispira l'idea di una formatività sintetica delle diverse istanze che concorrono alla costruzione, in un metodo di scarnificazione delle variabili in gioco onde pervenire alla loro composizione. Sebbene a Gropius non sia ascrivibile la frequentazione del pensiero di Husserl, il calvinismo ugonotto appreso dalla madre e comune al filosofo, lo dispone all'approssimazione allo spirito mediante la rarefazione della vita pratica, proprio come è nella riduzione fenomenologica, di cui è forse informato dal professor Rolf Hoffmann, committente del progetto per la Sede per l'Accademia di filosofia di Erlangen. Anche la combinatorietà per elementi semplici manifesta la ricerca di una essenzialità che comprende la vocazione a un costruire rivolto, oltre l'uso pratico, all'assoluto. I due moventi, dell'impulso sensitivo e della calma logica, attribuiti dalla storiografia alla discontinuità tra il Gropius espressionista del Werkbund e dell'Arbeisrat für Kunst e quello successivo, sembrano in lui, in realtà, convivere essendo la loro compresenza propria al tedesco che, tra l'istanza razionale dell'Illuminismo incompiuta e la spinta passionale con cui tenta di rompere i rigidi schemi del mondo tramandati dalla storia, inclina a un annichilimento sino al cedimento americano.

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Loos. Trotzdem libro
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LIBRO   9788884978738

Loos. Trotzdem Cuomo Alberto   -  Clean, 2023  -  Architettura/Teoria

Il pregiudizio critico circa un Loos inteso agente di un pragmatico raziocinio, ascrive l'architetto a un «protorazionalismo» evolvente verso la matura classicità del Moderno. Probabilmente, sebbene spinga l'opposizione al «tatuaggio» degli oggetti d'uso, alla artisticizzazione dei prodotti industriali operante nelle proposte del Werkbund e di Muthesius, fino al totale diniego della artisticità in architettura, riconosciuta solo nel simbolismo del monumento e dell'opera funeraria, in un indiretto rifiuto del vitalismo espressionista dell'amico Kokoschka, Loos, come Schönberg, in continuità con l'espressionismo, lascia convivere nella sua opera tutte le accidentalità delle cose e gli stessi elementi della singolarità riflessi nelle movimentate articolazioni spaziali dei suoi chiusi interni, con l'aspirazione alla loro chiarificazione negli equilibri di una costruttività logica, onde determinare un sistema normativo complesso in cui muoversi liberamente. Il «pragmatismo» loosiano, attento ai modi storici del costruire, all'artigianale confronto con i materiali in cui allestisce l'abitare, traduce l'idea semperiana, presente altresì negli espressionisti, del condursi della costruzione in uno «Stile» dettato kantianamente dalle forme categoriali,ur-motiven, che improntano il tekton. L'esser fedele ai modi artigiani, la dimensione della sua appartenenza a una tecnica, un linguaggio, non si pone nei termini di un cieco seguire la regola, ma come scelta, un imperativo morale secondo cui proprio l'adesione alla conoscenza della techne, lasci insorgere tyche, il lampo del nuovo, essendo solo la custodia e la cura della tradizione, del suo morire, a esporre ciò che dura, in una monumentalità o, se si vuole, una nuova classicità.

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Mies. Nicht mehr ist libro
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LIBRO   9788884978745

Mies. Nicht mehr ist Cuomo Alberto   -  Clean, 2023  -  Architettura/Teoria

A differenza dell'amico Hilberseimer che, influenzato dal testo sulla Nascita della tragedia, ritiene la natura dionisiaca dell'arte induca una hybris dell'ordine; Mies, lettore dello Zarathustra di Nietzsche, del noto passo sull'oltrepassamento della grande città, sa che le definizioni dell'architettura sono vuote maschere, incapaci di determinare identità urbane essendo la metropoli manifestazione di una potenza da superare oltre ogni volontà di ordinarla. Emerge qui la distanza tra l'ordnung di Hilberseimer rivolto all'esattezza e quello di Mies che, dalla lettura dell'aquinate, comprende il caso, essendo il disordine stesso un ordine misconosciuto cui attende con le ricerche espressive-espressioniste. È altresì la coniugazione guardiniana di Platone e Nietzsche, dell'ideale e della vita, secondo cui l'essenza delle cose è immedesimata nella loro esistenza, a trovare riscontro nel credo miesiano nell'idea che sia nella concreta esperienza artigiana della materia a trasmigrare l'arché, nei dettagli a scendere il buon Dio, sì che la volontà d'ordine, il rovello di riportare il caos della metropoli al kósmos, come è nel linguaggio platonico-agostiniano testimoniato a Chicago, o la frequentata «follia» degli artisti, non possono essere letti alla luce di alcuna ragione o istinto, quanto nel quadro dell'intenzione ad acquisire l'essere inconnotato che anima gli enti e la stessa tecnica. Ed è la ricerca teologica del Guardini, secondo cui è la rinuncia del sé a esaurire ogni approssimazione alle cose, a essere testimoniata dal motto «less is more», che non vuole indurre un nuovo stile come è nell'interpretazione americana, quanto un modo d'essere, essendo la cattiva traduzione di «nicht mehr ist», «il nulla è più», la frase di Buddha in cui si imbatte il teologo nella lettura del Dighmkaya svolta nell'Essenza del Cristianesimo, i cui contenuti sono noti a Mies, riflessi nelle sue opere in cui la forma tende a negare persino sé stessa.

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