Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
Penny Wirton e sua madre. Nuova ediz. D'arzo Silvio Toncelli M. (Cur.) - Ecra, 2025 - Letteratura
Un romanzo di formazione ambientato in un luogo immaginario, la contea di Pictown, nell'Inghilterra di inizio Settecento. Tra atmosfere che ricordano Stevenson e Dickens, Silvio D'Arzo crea una storia di avventura concepita per i ragazzi, ma affermatasi nel tempo come adatta a tutte le età e come uno dei suoi testi più famosi. Cominciato nel 1943, ma terminato nel 1948, Penny Wirton e sua madre verrà pubblicato solo molti anni dopo la morte prematura dello scrittore reggiano. "Il testo - scrive Gianni Maritati nella sua introduzione - affronta molti temi che oggi appaiono più attuali che mai: l'arroganza, gli intrighi e la vacuità dei potenti, le inaccettabili differenze di classe, il meccanismo della giustizia asservito ai ricchi e ai dominatori. Al senso insopportabile dell'ingiustizia sociale si aggiunge l'idolo negativo di una scuola puramente nozionistica e formale contro cui si scagliano le battute più sarcastiche dell'autore".
Essi pensano ad altro D'arzo Silvio - Ecra, 2024 - Letteratura
Ricca di valenze simboliche, la storia è ambientata nella Bologna degli anni '30 del secolo scorso e ha come protagonista Riccardo. Il ragazzo, studente universitario, va ospite da Alberto Arseni, un amico del padre che di professione fa l'imbalsamatore. Fra i due nasce presto una profonda intesa. Entrambi, infatti, condividono un senso di estraneità verso il mondo che li circonda e cercano di evadere dalla realtà: Riccardo suonando il violino, Alberto coltivando la sua passione per gli animali (vivi o impagliati). Nonostante questo, quotidianamente la loro vita si intreccia con personaggi stravaganti tra i quali due saltimbanchi, un maestro di violino alcolizzato, una cartolaia "dalle dita sporche di inchiostro"...
All'insegna del «buon corsiero» D'arzo Silvio - Ecra, 2023 - Letteratura
Ambientato in un'atmosfera onirica, a metà fra gli scritti di Robert L. Stevenson (di cui D'Arzo era un grande appassionato) e i capricci goldoniani nel Veneto di fine Settecento, All'insegna del Buon Corsiero si stacca da buona parte della produzione letteraria dell'autore reggiano. La storia prende il via alla locanda "Al Buon Corsiero", dove si respira un'aria di festa per le prossime nozze della figlia dell'oste. L'improvviso arrivo di una giovane marchesa e di un misterioso funambolo stravolgono ogni cosa. Improvvisamente nel locale cala il silenzio, il tempo sembra fermarsi, tutto appare diverso e stupefacente.