Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Una preghiera infinita D'ormesson Jean - Edizioni Clichy, 2019 - Gare Du Nord
Il 5 dicembre 2017, nel tardo pomeriggio, Jean d'Ormesson detta alla sua segretaria le ultime righe del suo ultimo libro. Poi cena, tranquillamente, beve il suo cognac e va a dormire. Non si sveglierà più. Cosciente di aver concluso la sua trentottesima e ultima opera, "Una preghiera infinita", può alla fine allontanarsi da questo mondo che tanto gli ha dato. La sua ultima opera, il suo testamento filosofico e letterario, mette il punto finale a una riflessione che per anni questo autore gentile e discreto ha generosamente e sapientemente offerto ai lettori, che tanto lo hanno amato, e che ha offerto una serie di possibili risposte alle domande più fondamentali dell'essere umano: chi siamo? da dove veniamo? che cosa ci facciamo qui?
Il mio canto di speranza D'ormesson Jean - Edizioni Clichy, 2015 - Gare Du Nord
Conducendo il lettore lungo una morbida passeggiata verso l'origine del mondo, questo libro racconta la storia dell'universo. Jean d'Ormesson, che con questo suo romanzo-testamento scritto alla soglia dei novant'anni ha superato nelle vendite tutti i suoi precedenti e numerosi best-seller toccando in pochi mesi il milione di copie vendute solo in Francia, si veste dei panni di un detective metafisico e conduce un'appassionante ricerca tentando, con la sua consueta allegria e la sua ormai proverbiale leggerezza, di svelare il mistero del niente, e cioè del tutto, e proponendo ai suoi amati simili, tutti noi esseri umani, non solo una possibile interpretazione di questo insondabile mistero, ma anche una forse accettabile via d'uscita dall'abisso dell'incertezza che attanaglia tutti noi di fronte alla nostra inevitabile fine.
Un giorno me ne andrò senza aver detto tutto D'ormesson Jean - Edizioni Clichy, 2014 - Gare Du Nord
"È una storia universale che tiene abbastanza svegli e si fa leggere senza troppo fastidio". Così, con la sua consueta e seducente modestia, Jean d'Ormesson ha descritto in un'intervista questo suo ultimo romanzo, che come sempre non è solo un romanzo ma anche un saggio e come sempre apre senza alcuna pesantezza lo sguardo e la mente a mondi altrimenti complessi e difficilmente accessibili, come quelli della filosofia, della scienza, della religione. Ma in questo libro si aggiunge qualcosa in più, perché entrano in scena i ricordi, quelli personali, familiari, intimi. Che, come è lecito attendersi da questo autore, non hanno però mai niente di malinconico o di autocompiaciuto, ma diventano parte del racconto, e parte del saggio, e parte del pensiero, perché anche i ricordi nel genio leggero di Jean d'Ormesson, si trasformano in aperture e inviti morbidi alla riflessione, all'amore per il mondo e per gli esseri umani.