Libri di Sabina De Gregori
Bibliografia di Sabina De Gregori: tutti i libri in vendita online editi da Castelvecchi ARTI
C215. Un maestro dello Stencil. Ediz. illustrata De Gregori Sabina - Castelvecchi, 2013 - I Mappamondi
Parigi, Londra, Tel Aviv, Roma, San Paolo, Gerusalemme, Los Angeles: sono solo alcune tra le città in cui Christian Guémy, conosciuto come C215, ha dipinto, lasciando tracce di sé sui muri. Ai primi posti della classifica degli Street artist più amati, accanto a Banksy e Obey, lavora ininterrottamente con le gallerie di tutto il mondo, e le sue opere sono vendute dalle case d'asta più importanti. Da vent'anni sulla scena della Street art mondiale, è diventato l'artista di riferimento per l'utilizzo della tecnica dello stencil applicato alla ritrattistica. I suoi soggetti raffigurano persone comuni, bambini, donne, immigrati, senzatetto, ritratti in pose naturali e catturati nei loro momenti più intimi e personali. Vitry-sur-Seine, la città a pochi chilometri da Parigi dove risiede ormai da qualche anno, è un museo a cielo aperto in cui i suoi volti vibranti e introspettivi sorprendono il passante e indagano nel profondo l'identità umana, restituendo dignità e respiro anche ai paesaggi urbani più decadenti. In alcuni casi il suo stile preciso e inconfondibile traccia un'anatomia del dolore, mentre in altri raffigura la gioia di vivere e la leggerezza attraverso un utilizzo cromatico sapiente e originale. Questo lavoro, frutto di una stretta collaborazione tra l'autrice e l'artista, rappresenta la biografia ufficiale di C215 e il catalogo completo dei suoi lavori.
Banksy. Il terrorista dell'arte. Ediz. illustrata De Gregori Sabina - Castelvecchi, 2010 - I Timoni
Negli anni Ottanta i muri di città come Bristol e Londra iniziarono ad essere presi di mira da un artista misterioso che, con la sigla Banksy, firmava disegni - il più delle volte realizzati con la tecnica dello stencil assolutamente spiazzanti rispetto al grigiore del paesaggio urbano e dei suoi arredi. Da quel momento in poi, non passa giorno che gli appassionati di tutto il mondo non si interroghino sull'identità di un autore che, con la sua Guerrilla Art, è riuscito a penetrare in musei importantissimi eludendo la sorveglianza e posizionando le sue opere accanto a collezioni permanenti di inestimabile valore. Dando voce a istanze pacifiste e anticapitalistiche, e cogliendo con ironia le contraddizioni che albergano nel cuore del sistema occidentale, il segno di Banksy rappresenta ormai una realtà consolidata nel panorama dell'arte contemporanea. Ma chi si nasconde dietro questa firma? Chi è il graffitista di cui nessuno conosce l'identità né il volto che nel 2005 è arrivato a disegnare dei trompe l'oeil sul Muro di separazione israeliano? Come è riuscito a comparire all'ultimo momento in lista al Sundance Film Festival 2010 con la sua ultima sfida, il film Exit Through the Gift Shop? "Banksy. Il terrorista dell'arte" ripercorre il lavoro di questo artista misterioso, dagli esordi fino alle ultime, incredibili performance.
Shepard Fairey in arte Obey. La vita e le opere del re della poster art. Ediz. illustrata De Gregori Sabina - Castelvecchi, 2011 - I Timoni
Al termine di una trionfante campagna elettorale, Barack Obama, appena eletto a guidare gli Stati Uniti d'America, ha preso carta e penna per scrivere a Shepard Fairey, in arte Obey, e ringraziarlo personalmente per avergli dedicato un manifesto che, secondo molti analisti, ha rappresentato la vera chiave di svolta del successo personale del primo Presidente nero della storia americana. Quel manifesto - il volto di Obama virato in rosso e blu e accompagnato dalla scritta Hope - ha fatto velocemente il giro del mondo, diventando un'icona celebre quanto "la Gioconda" di Leonardo Da Vinci o la "Marilyn" di Andy Warhol. Tutto merito dell'indiscusso talento di un ragazzo che, nato in una cittadina della Carolina del Sud nel 1970, inizia a far parlare di sé ai tempi del college, quando tappezza le metropoli americane di adesivi con il volto del wrestler André The Giant. In quel momento, la poetica di Obey prende forma, concentrandosi sui temi cruciali della propaganda e del controllo sociale. Un'attenzione all'aspetto comunicativo dell'arte che Obey metterà a frutto nella guerrilla marketing e, durante il conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iraq, in campo politico, realizzando una serie di manifesti di stampo pacifista. Da quel momento in poi, caratterizzato da uno stile grafico inconfondibile, il lavoro di Fairey accompagna e commenta gli eventi e le tendenze della contemporaneità, alfiere di un approccio artistico che si fa critica sociale del mondo globalizzato.