Libri di Daniela De Liso
Bibliografia di Daniela De Liso: tutti i libri in vendita online editi da Cesati LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Salvator Rosa tra pennelli e versi. Con la raccolta di tutte le «Poesie» De Liso Daniela - Cesati, 2018 - Filologia E Ordinatori
I pittori-poeti, che furono tanti, sin dalle origini della nostra storia letteraria, rappresentano, poi, una categoria a parte. I pochi lettori moderni della scrittura di un pittore "di grido" normalmente premettono una corposa premessa giustificativa, che consenta di non incorrere nelle ire dei critici d'arte. Forse per questo di un pittore-poeta come Salvator Rosa sono a malapena note le sette Satire, la cui ultima edizione risale al 1995. Della restante produzione - lettere e liriche - non esistono edizioni critiche; la biografia non è mai stata del tutto affrancata dalle romantiche trasfigurazioni dell'appassionata Lady Morgan. Il risultato è che, a quattrocentotré anni dalla sua nascita, Salva tor Rosa è, per i più, pittore di paesaggi, battaglie, santi, filosofi e peccatori, con qualche velleità letteraria, in perfetta consonanza con le mode accademiche e cortesi del Siglo de oro.
Letteratura di vino. Un viaggio enoico tra le pagine della letteratura d'Italia De Liso Daniela - Cesati, 2014 - Strumenti Di Letteratura Italiana
Il volume, suddiviso in due parti, propone un viaggio "ebbro" tra le pagine della letteratura d'Italia. La prima parte delinea un excursus tra i versi di alcuni degli autori più rappresentativi della letteratura latina, di età imperiale. Da Virgilio ad Orazio, a Tibullo, a Marziale, la proposta dei versi enoici ambisce a guidare il lettore alle radici della letteratura italiana, evidenziando la cospicuità e la varietà delle suggestioni latine operanti soprattutto sui primi autori della tradizione letteraria italiana. La seconda parte si snoda intorno alle pagine di vino della nostra storia letteraria, dal Trecento al Novecento. Il viaggio a bordo di questo battello ebbro comincia nelle cantine ricche e povere del microcosmo umano del Decameron, accompagna nell'instancabile quête i paladini ed i saraceni di Ariosto, prosegue entrando nella grande macchina narrativa del Pentamerone, percorre i filari delle vigne manzoniane e di quelle verghiane, brunite dal sole di Sicilia; si ferma all'ombra delle tavernelle napoletane di fine Ottocento, percorre le Langhe di vino pavesiano e approda, infine, al sud di Alvaro e Scotellaro. Il vino, proteiforme creatura di Bacco, diventa lo strumento d'indagine di un mondo letterario in cui l'antico remedium doloris si fa alternativamente compagno e nemico di quel Bildungsroman che, in fondo, se ne sta tacito o urla prepotente tra le righe e i versi di ogni autore.