Libri di Cur De Marchi

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La collezione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini al Museo Diocesano di Cremona. Ediz. a colori. Vol. 2: L' Annunciazione di Boccaccio Boccaccino libro
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LIBRO   9788874615650

La collezione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini al Museo Diocesano di Cremona. Ediz. a colori. Vol. 2: L' Annunciazione di Boccaccio Boccaccino De Marchi A. (Cur.)   -  Mandragora, 2021

Mai analizzata e quindi apprezzata per come meritava, in quanto nota agli studiosi solo dalle foto in bianco e nero, l'Annunciazione Boncompagni Ludovisi è tra i capolavori di Boccaccio Boccaccino, artista di grande statura che seppe destreggiarsi fra punti di riferimento molteplici, unendo la qualità delle stesure pittoriche a una tensione ideativa e compositiva che lo rende in assoluto uno dei maggiori interpreti della stagione anticomoderna di transizione verso la maniera cinquecentesca in Italia settentrionale. La pubblicazione indaga dunque quest'opera straordinaria, approdata in collezione Arvedi e da qui al Museo Diocesano di Cremona per lascito, con lo scopo precipuo di restituirle il posto che le compete e tentare un inquadramento finalmente adeguato alla sua importanza. Il volume illustrato, non manca di sottolineare il dialogo dell'Annunciazione con altri due pezzi capitali di Boccaccino - che le sono affiancati in sede espositiva - quali la pala della chiesa di Sant'Agata con la Sacra famiglia con Maria Maddalena e la Crocefissione su tela, opere tutte da collocare fra il 1504 e il 1508, anni centrali nella vicenda del maestro.

€ 35.00 € 33.25
LIBRO   9788874616954

Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento. Catalogo della mostra. Ediz. illustrata De Marchi A. (Cur.)  De Luca S. (Cur.)  Suppa F. (Cur.)   -  Mandragora, 2024

Tommaso di Cristofano, detto Masolino da Panicale, era nato nel 1383 a Panicale de' Renacci, nella campagna fuori San Giovanni Valdarno. I suoi inizi sono avvolti nel mistero: probabilmente collaborò con Lorenzo Ghiberti alle formelle della Porta Nord del Battistero di Firenze, forse viaggiò lontano dalla Toscana, dove tornò al seguito di Pippo Spano fra il 1425 e il 1427. Negli anni venti si trovò a collaborare con un conterraneo più giovane, Tommaso di ser Giovanni, detto Masaccio, negli affreschi della cappella Brancacci al Carmine, e insieme contribuirono a un rinnovamento profondo della pittura italiana. Poco prima aveva lavorato a Empoli. Il 2 novembre 1424 venne saldato per la pittura di una cappella della Compagnia della Croce nella chiesa degli Agostiniani, Santo Stefano. Del ciclo con le Storie della vera Croce purtroppo restano solo alcune sinopie e pochi frammenti. Probabilmente Masolino l'aveva dipinto in primavera, assieme ad altri affreschi nel transetto destro, mentre stava già lavorando alla Brancacci. Empoli a quel tempo cercò di attrarre i migliori artisti dalla vicina Firenze, prima i campioni del gotico internazionale, Lorenzo Monaco (nel 1404) e Gherardo Starnina (nel 1409), poi artisti promettenti come il giovane Donatello e Giovanni di Francesco Toscani, in San Martino a Pontorme, infine appunto Masolino, che qui lasciò un capolavoro solenne quale la Pietà del Battistero. Empoli è allora un osservatorio perfetto per raccontare la storia di Masolino, artista dalla delicatissima vena espressiva, implicato in questa tumultuosa fase di transizione mantenendo comunque un occhio verso il passato e un altro verso il futuro.

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