Libri di Carlo Di Lieto
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La scrittura e la malattia. Il «male oscuro» della letteratura Di Lieto Carlo - Marsilio, 2015 - Ricerche
La malattia è interrelata alla vita ed è da essa imprescindibile; occorre perciò riflettere, paradossalmente, che è necessario "guarire dalla salute", per raggiungere nello stato patologico un eccezionale momento di compensazione. Svevo, in una lapidaria lettera a Valerio Jahier del 27 dicembre 1927, scrive: "Perché voler curare la nostra malattia? Davvero dobbiamo togliere all'umanità quello ch'essa ha di meglio?". L'autore, con acume critico e un'esegesi di stampo psicoanalitico, analizza il lato oscuro della malattia del profondo, prendendo in esame l'io diviso e il mal-essere della mente di alcuni autori del Novecento che hanno avuto con la malattia mentale un'esperienza dolorosa: l'altro da sé di Svevo e Saba, la duplicità e lo straniamento di Pirandello e Buzzati, il male oscuro di Berto e Campana, la scrittura come terapia in Alda Merini e la malattia mentale in Tobino. La disidentità e la contigua affinità elettiva tra pulsioni represse e finzione letteraria trovano, nel metodo delle libere associazioni del lavoro analitico, un ideale riscontro nel fantasma creativo di Gozzano e Moravia e nelle emozioni dell'oltre, del doppio e dell'altrove in Bonaviri ed Elsa Morante.
Luigi Pirandello pittore Di Lieto Carlo - Marsilio, 2012 - Transatlantica
"Luigi Pirandello pittore" è uno strumento di ricerca per approfondire un aspetto poco studiato della produzione pirandelliana. Un lavoro originale che analizza la grande versatilità dell'ingegno di Pirandello, l'eccezionale matrice psicologica dei suoi dipinti e il loro complesso valore artistico. Egli cercò di cogliere, non solo mediante la scrittura, ma anche attraverso la parola dipinta, il mistero della realtà e il sogno dell'arte. Le testimonianze dei familiari ci convincono sempre di più che "certamente le ore più gioiose e più serene degli ultimi mesi della sua vita turbinosa sono state quelle dedicate alla pittura". Il volume è arricchito dal saggio in appendice "Alfred Binet, il doppio e il personaggio pirandelliano", che prende in esame le incidenze del lavoro più importante dello psicologo francese "Les altérations de la personnalité" (1892) sull'opera di Pirandello, per coglierne le interconnessioni psicoanalitiche sull'io diviso e sullo scenario del doppio.