Libri di Francesco Donadio
Bibliografia di Francesco Donadio: tutti i libri in vendita online editi da Saletta Dell Uva Storia della filosofia occidentale
Johann Georg Hamann. Vita e passioni di un cavaliere errante della fede Donadio Francesco - Saletta Dell'uva, 2022
Questo saggio ricostruisce il percorso formativo, le condizioni spirituali e storico-ambientali nelle quali è maturata la personalità anarchica e geniale di Johann Georg Hamann, figlio dell'epoca dell'illuminismo, ma anche suo critico inflessibile. A partire dall'analisi della sua scrittura aforistica e dell'interesse che essa aveva già suscitato in Goethe, si dà risalto alla particolare connessione che c'è in lui tra pensiero e vita, soprattutto all'evento della sua «conversione» religiosa attraverso la lettura del testo biblico, da cui è necessario muovere per comprenderne la figura di pensatore «religioso». In effetti, alla base del suo sviluppo di idee c'è il carattere originariamente/essenzialmente storico dell'esperienza ebraico-cristiana della vita, riscoperto e riattualizzato da Lutero, dalla sua interpretazione della Scrittura e della religione come esperienza e vita, come un credere in Dio, che è ben diverso dal credere a Dio, a conferma che la credenza, quando è scandagliata nel suo cuore pulsante, è investimento/trasformazione esistenziale prima e più che adesione passiva a un pacchetto di verità calate dall'alto. Appunto nel rifiuto di un'interpretazione «puramente» razionale della religione, si può individuare per Wilhelm Dilthey il contributo di Hamann allo sviluppo di quei germi che avrebbero portato alla nascita della coscienza storica.
La seduzione della follia. Sulla scia di Erasmo da Rotterdam Donadio Francesco - Saletta Dell'uva, 2018 -
Questo saggio è un tentativo di riscrittura in chiave attualizzante del testo classico del Rinascimento europeo, Elogio della follia, di Erasmo da Rotterdam, che è una brillante descrizione di ruoli e comportamenti ispirati dalla Follia, osservandone soprattutto i vantaggi della sua azione sui differenti campi da gioco della vita. Ne consegue un rovesciamento parodistico di condotte di vita che, a un esame approfondito, si rivelano vuoti mascheramenti e scimmiottamenti del buon vivere, capsule d'idiozia incarnate da fantocci in cui si riflette l'assenza della ragione. In effetti, il caleidoscopio di figure e situazioni che si rincorrono nel testo erasmiano sono una sorta di campo di sperimentazione in cui ognuno può vedere riflessa la propria follia e, prendendone atto, volgersi alla via della saggezza. L'intera narrazione ha comunque il sapore dell'ironia e dell'autoironia, che è quel distacco dell'anima che unicamente può alleviare il peso dell'esistenza, la via aurea su cui si annuncia il cammino stesso della ragione, della quale alla fine il testo costituisce un vero inno, perché propriamente non c'è ragione senza ironia.