Libri di Euripide

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Euripide nasce nel 480 a.C. a Salamina e muore nel 406 in Macedonia, alla corte del re Archelao. Scarse sono le notizie concrete sulla sua vita, molte le leggende fiorite sul suo conto. Poco amato - perché poco capito - dal pubblico contemporaneo, ebbe una grande fortuna postuma e fu il più letto e il più conosciuto dei tre grandi tragici greci nel corso dei secoli. Della sua vasta produzione (gli si attribuiscono una novantina di drammi) sono pervenute a noi diciassette tragedie (Alcesti, Medea, Eraclidi, Andromaca, Ippolito, Ecuba, Supplici, Eracle, Troiane, Elettra, Elena, Ifigenia in Tauride, Ione, Fenicie, Oreste, Ifigenia in Aulide, Baccanti); un dramma satiresco: il Ciclope. Di incerta attribuzione è il Reso.
LIBRO   9788827800003

Medea Euripide  Fumagalli P. M. (Cur.)   -  Youcanprint, 2017

Medea, al di là del suo gesto e del suo carattere, appare - ed è la prima volta nella letteratura greca - come una donna pienamente e lucidamente consapevole della discriminazione di cui il sesso femminile è vittima. Non a caso, anche se è straniera, il coro delle donne di Corinto è con lei. Ma, se da una parte la protagonista si identifica con le donne di Corinto, dall'altra si vuole distinguere da loro. Lei è diversa e la sua diversità rende la sua sorte ancor peggiore; è un punto, questo, che Medea tende spesso a sottolineare: lei è più infelice delle altre donne perché è anche straniera e ha perso per sempre la sua patria. Inoltre la sua diversità sta anche nella mascolinità del suo carattere: certo Medea non è una qualsiasi moglie abbandonata, e non si comporta come tale: infatti una moglie greca, solitamente, subisce. Medea no, non ha alcuna intenzione di giocare il ruolo della vittima; parla e agisce come un uomo che compie una pratica fondamentalmente radicata nella cultura maschile greca: la vendetta. Entrambe queste "diversità" (di etnia e di carattere) la spingono a uccidere i figli: è il fatto di non avere prospettive, di non avere più amore né speranza; è la consapevolezza di aver perso tutto e di non avere più nulla da perdere, ciò che la spingono al gesto estremo.

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