Libri di Fabio Fabbrizzi
Bibliografia di Fabio Fabbrizzi: tutti i libri in vendita online editi da Edifir Singoli architetti e studi di architettura
Giuseppe Giorgio Gori. Opera completa Fabbrizzi Fabio - Edifir, 2016 -
Giuseppe Giorgio Gori è stato uno dei Maestri indiscussi della prima generazione dei progettisti di Scuola Fiorentina. Al suo lavoro si deve la revisione e l'evoluzione di ogni possibile gestualità che l'eredità michelucciana sui temi della variabilità poteva lasciare nelle derive di Scuola Fiorentina. Il suo pensiero e la sua opera, infatti, subito la mitigano attraverso l'immissione nel progetto di una dimensione certa, intelligibile, trasmissibile, quindi, scientifica, capace di riportare all'interno del suo spessore teorico e operativo anche la dimensione del procedimento. Grazie all'opera di Gori, potremmo dire che in base a queste caratteristiche si riporta la progettualità fiorentina al ruolo prezioso di "sistema", legandola maggiormente alla tradizione rinascimentale fatta di misura, ritmo, prospettiva, piuttosto che alla casualità e alla libertà tipica dell'epoca medievale. Quindi, per Gori, è molto più importante il transito compiuto per arrivare a quella che è per lui solo una tra le infinite soluzioni possibili e non la soluzione; una soluzione comunque variabile, rivedibile, superabile ed evolvibile in un processo inesauribile di ricerca continua. Quindi un progetto che mai si conclude, ma che si muove nell'infinita consistenza ed essenza della realtà.
Giovanni Michelucci. Lo spazio che accoglie. Ediz. illustrata Fabbrizzi Fabio - Edifir, 2015 - Architetti Del Novecento. Storia E Archivi
Il volume raccoglie gli scritti dell'autore su varie tematiche percorse da Giovanni Michelucci nella sua lunga ricerca progettuale. Il tema dell'accoglienza, vero nucleo teorico e operativo attorno al quale ruota tutta la sua opera, si esprime attraverso le diverse declinazioni della cosiddetta "variabilità", ovvero quel particolare modo di pensare la forma architettonica partendo non da una visione aprioristica ma dalle infinite e mutevoli relazioni che concorrono a formarla. Da qui si snoda un itinerario critico che affronta visioni, opere e progetti sotto questa medesima chiave di lettura. Il volume è corredato degli schizzi del Maestro toscano, coservati presso la Fondazionie Michelucci di Fiesiole.
Ignazio Gardella. L'arte del mostrare. Ediz. illustrata Fabbrizzi Fabio - Edifir, 2025 - Architetti Del Novecento. Storia E Archivi
Come pochi altri architetti della sua generazione, Ignazio Gardella è un autore la cui opera è stata straordinariamente scandagliata dalla critica e dalla pubblicistica fin dagli anni Trenta del Novecento. Il suo percorso progettuale, infatti, è spesso segnato, e talvolta chiarificato, da contributi interpretativi di grande rilievo realizzati da parte di studiosi, storici e architetti. Grazie anche a questi contributi, capaci di disvelare le molte chiavi di lettura dell'intero suo percorso architettonico, la sua figura è ormai storicizzata come una tra le più significative all'interno dell'architettura del secondo Novecento Italiano. Cosa aggiungere, allora, a quanto nel tempo è stato già detto e cosa rilevare all'interno della sua poliedrica espressività per poter andare oltre a quei temi che ne hanno costruito la sostanza progettuale? Italo Calvino amava dire che è "classico" tutto quello che ancora oggi ha la capacità di dire qualcosa al presente, è quella forza che rimane viva comunque, anche quando il linguaggio di un'espressione pare essere datato, è una struttura sottesa fatta di soli principi che restano in piedi indipendentemente dalle epoche che li hanno prodotti; è, insomma, una dimensione spirituale prima che fisica, che ha la forza di perdurare nel tempo come un vero e proprio modello esemplare. L'opera di Gardella, e in particolare quella legata all'allestimento e alla museografia, ha la capacità di parlare ai nostri giorni in quanto portatrice di differenza, espressione di misura, ma anche ricerca di una strada ancora da intraprendere. E questo suo parlarci la rende classica, perché si rivolge alle voci del nostro presente, con cui si lega, crea relazioni, forma innesti, per poi sfociare in una capacità generativa che produce a sua volta ricerca, innovazione, visione e progresso.