Libri di narrativa di ambientazione storica
Opere narrative ambientate in epoche e contesti storici
I cercapatria Fait Claudio - Robin Edizioni, 2014 - Robin&Sons
Vienna, metà dell'Ottocento. Un immaginifico consesso di Ebrei elabora la teoria secondo cui il territorio posseduto da un'ipotetica popolazione di origine israelitica, migrata in Abissinia ai tempi di re Salomone potrebbe eesere il luogo verso il quale far confluire dal resto del mondo i correligionari della diaspora. La verifica della sua esistenza è demandata a Josef Morderas, un giovane ebreo di Corfù. Egli si appresterebbe a partire se, nel frattempo, intralci politici e militari non stessero ostacolando la missione fino a mutarne lo scopo in una meno complicata azione di spionaggio. Ed è a quel punto, mentre egli si trova nell'istmo di Suez alla ricerca di tracce del futuro canale, che un contrattempo di natura sentimentale forzerà la situazione, costringendolo a compiere l'avventuroso viaggio nel cuore dell'Africa. Ha inizio così, insieme alla donna che lo ama, a un contabile egiziano e a un ex negriero francese, un disordinato peregrinare nelle terre selvagge dell'Abissinia, all'inseguimento della misteriosa popolazione, seguendo le poco attendibili tracce d'antiche mappe, le scarse notizie dei ras locali e le oniriche indicazioni di anonimi arcangeli.
Il venditore di reliquie. Operetta morale dove si dimostra come talvolta le cattive azioni facciano il bene della scienza Fait Claudio Venturini D. (Cur.) - Robin Edizioni, 2010 - La Biblioteca Del Tempo
Anno 1736, in un campo non lontano da un minuscolo borgo istriano un contadino dissotterra un osso di straordinarie dimensioni che, per queste caratteristiche e per altri inspiegabili fenomeni, è giudicato miracoloso, e perciò catalogato da una commissione patriarcale come "vero femore" di San Cristoforo, il gigante tradizionalmente raffigurato mentre guada un fiume col bambino Gesù sulla spalla. Le speranze degli abitanti del borgo di ricavare dalla scoperta sostanziosi benefici grazie all'immancabile afflusso di pellegrini e penitenti, vengono frustrate dalla decisione del vescovo di espropriarli dell'osso a favore di una chiesa locale e del suo astuto prevosto. Il sopruso, esacerbato dagli eventi miracolosi che in effetti, di lì a poco, paiono propiziati dalla reliquia, inducono i delusi, prima, a tentare di rapirla, poi, appagati dall'imprevisto rinvenimento nel medesimo luogo di un vero e proprio ossario, a organizzare un simoniaco commercio dei reperti anatomici del santo. Potrebbe sembrare che tutto proceda per il meglio: le vendite hanno successo, i miracoli sembrano accadere, le chiese s'arricchiscono, i contadini pure. Sennonché un insieme di circostanze, a cui danno un contributo le furbesche sceneggiate di un pope ortodosso e i crescenti dubbi di uno scienziato svedese, corrodono certezze acquisite, mettono in luce imbrogli e malefatte, ma, al tempo stesso, preludono a una scoperta sensazionale.
La grande manovra a tenaglia. La sfortunata lotta contro l'imperialismo di Nadal Pis'cianz da Montona Fait Claudio - Robin Edizioni, 2008 - La Biblioteca Del Tempo
Istria, settembre 1677. L'ex seminarista e contrabbandiere Nadal Pis'cianz da Montona, imbarcato come galeotto su una galera veneziana, è catturato e venduto come schiavo ai turchi. Diventato musulmano e affrancato dalla schiavitù, s'arruola nell'esercito ottomano in marcia dai Balcani verso i confini dell'impero austro-ungarico, per porre Vienna sotto assedio. Gratificato di virtù divinatorie, Nadal diventa il consigliere del pasha di Podgoriza, accanito fautore della manovra a tenaglia come tattica di guerra, e in tale veste lo segue in una temeraria missione che, risalendo l'Istria e la Carniola, s'incarica di prendere alle spalle l'esercito imperiale mentre è aggredito frontalmente dall'armata del Gran Visir Kara Mustafà. Tra raffiche di bora e bufere di neve, scaramucce e battaglie, attività spionistiche e travagli sentimentali, musiche di fanfare e garrire di stendardi, prodromi di guerra batteriologica e paradossali colpi di scena, la missione avanza vittoriosa verso l'Austria, soprattutto grazie alle invenzioni che Nadal Pis'cianz anticipa di due o trecento anni con disarmante inconsapevolezza. Giugno 1683, la lunga marcia dei turchi raggiunge la Stiria e il suo epilogo. Nadal, da molto tempo irretito dall'amore per la dolce Natasha, puttana di ruolo al seguito della truppa, e fiero d'esser stato nominato giannizzero per meriti scientifici, non può che condividerne il destino. O quasi.