Libri di Cur Fara
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Bernardo Buontalenti (1523-1608). Disegno, architettura e teatro Fara A. (Cur.) Tordella P. G. (Cur.) - Olschki, 2025
Nella fisiologica alternanza di zone d'ombra e terreni in parziale o piena luce, e nel segno di una programmatica multidisciplinarità, i contributi del convegno "Bernardo Buontalenti (1523-1608). Disegno, architettura e teatro" richiamano centralmente e rileggono trasversalmente situazioni episodiche e, in antitesi, costanti tematiche e linguistiche (alimento della sostanziale poliedricità buontalentiana), tendendo a intercettare punti di osservazione estranei a terreni battuti e letture consolidate. Nella presenza schermata ma percepibile di un filo conduttore intenzionalmente non lineare, ciò non di rado si esplica e risolve in processi di reinterpretazione di codici strutturali come di motivi transitori, suggeriti dalla compresenza stratificata di idee solitariamente o rapsodicamente emergenti o, invece, lungamente meditate; tra queste la drammaticamente tormentata e irrisolta progettazione della Cappella dei Principi (1587-1602). Nella complessità dialettica del personaggio, l'approssimazione critica all'identità linguistica di Buontalenti, innanzitutto compenetrata dalla sua duplice veste di ingegnere militare e architetto civile, ne investe necessariamente, accanto alla serrata evoluzione mentale e tecnica del pensare disegnativo in eco michelangiolesca e leonardiana, approdi decorativi, idraulico-paesaggistici e teatrali, analogamente addensati da inedite angolazioni concettuali e interpretative.
Bernardo Buontalenti e Firenze. Architettura e disegno dal 1576 al 1607 Fara A. (Cur.) - Olschki, 1998 - Gabinetto Dis. Stampe Uffizi. Catal.
Bernardo Buontalenti e Firenze. Architettura e disegno dal 1576 al 1607 - Olschki
Leonardo a Piombino e l'idea della città moderna tra Quattro e Cinquecento Fara A. (Cur.) - Olschki, 1999 - Arte E Archeologia. Studi E Documenti
La presenza a Piombino di mura leonardesche, la struttura della città fortificata dal 1442, i progetti di Leonardo del 1502-3 per Cesare Borgia e del 1504 per Jacopo IV Appiani, la trasformazione del paesaggio, l'incidenza su Albrecht Dürer, la composizione originaria del Codice Madrid II, costituiscono i temi principali del volume.