Libri di Joachim Fest
Bibliografia di Joachim Fest: tutti i libri in vendita online editi da Garzanti Biografie generali
Dialoghi con Albert Speer Fest Joachim C. - Garzanti, 2008 - Collezione Storica
Durante la sua detenzione nel carcere di Spandau, Albert Speer, l'architetto del Terzo Reich, stretto confidente di Hitler e dal 1942 ministro degli Armamenti del regime nazista, fu assistito da Joachim Fest nella redazione delle sue "Memorie" e dei "Diari di Spandau". Fra il 1966 e il 1981 i due conversarono a lungo e in numerose occasioni. Dopo ogni incontro Joachim Fest annotava, in parte testualmente, ciò che si erano detti. Questi appunti - dai quali emerge il profilo di una personalità complessa ed enigmatica, oltre alla costante diffidenza da parte Fest -, vengono ora pubblicati per la prima volta e forniscono uno straordinario primo piano di Albert Speer. Costituiscono un contributo importante per comprendere la psicologia della dirigenza nazista e sono nello stesso tempo un documento fondamentale sulla storia di quel periodo.
Io no. Memorie d'infanzia e gioventù Fest Joachim C. - Garzanti, 2007 - Saggi
"Io no" è un libro straordinario. È l'autobiografia dell'infanzia e della gioventù di Joachim Fest, grande giornalista, grande storico, e prima di tutto grande scrittore. È soprattutto la storia della sua formazione umana e morale - prima ancora che politica - ai tempi del Reich, mentre Adolf Hitler guidava la Germania verso la guerra mondiale e la catastrofe: ecco allora il giovane Fest attraversare gli anni della scuola e il servizio militare nella Luftwaffe, la prigionia in un campo americano presso Parigi e i tentativi di fuga. Da queste pagine emerge anche una Germania diversa dal cliché del paese totalmente asservito al nazismo: in particolare, una borghesia che riuscì a conservare una certa autonomia dal regime. L'espressione «Io no», ripresa dal Vangelo di Matteo, è quella con cui lo stesso padre di Fest, Johannes, uomo politico cattolico e democratico, protagonista di una coraggiosa fronda e perseguitato dai nazisti, condensava la propria posizione politica a un regime che molti osannavano. Joachin Fest amava definirsi un «conservatore liberale» che ha saputo rifiutare le seduzioni della propaganda, ma anche quelle dell'ideologia e dell'utopia. "Io no" è il suo romanzo di formazione. Offre un esempio di libertà e dignità, una lezione di autonomia intellettuale, la testimonianza di chi ha voluto guardare il mondo con i propri occhi anche sotto la più feroce delle dittature, al di là di ogni facile generalizzazione.