Libri di Cur Fo Dario Rame
Bibliografia di Cur Fo Dario Rame: tutti i libri in vendita online editi da Feltrinelli Autobiografie: artisti e personalità dello spettacolo
Il paese dei mezaràt. I miei primi sette anni (e qualcuno in più) Fo Dario Rame F. (Cur.) - Feltrinelli, 2004 - Universale Economica
Dario Fo racconta i luoghi, gli eventi e i personaggi leggendari che hanno segnato la sua educazione artistica e civile. L'autore prende le mosse dai luoghi natii per avventurarsi nel turbine della memoria, restituendoci le imprese del padre ferroviere, le visite in Lomellina al nonno Bristìn. Fo indugia su episodi di volta in volta teneri e drammatici fino al suo apprendistato all'Accademia di Brera di Milano, gli stratagemmi per campare, la guerra, il reclutamento forzato e, per finire, con un salto temporale in avanti, i funerali di "Pà Fo", figura centrale di questo "romanzo di formazione".
Il paese dei Mezaràt. I miei primi sette anni (e qualcuno in più) Fo Dario Rame F. (Cur.) - Feltrinelli, 2002 - I Narratori
Nel libro Dario Fo racconta i luoghi, gli eventi e i personaggi leggendari che hanno segnato la sua educazione artistica e civile. L'autore prende le mosse dai luoghi natii per avventurarsi nel turbine della memoria restituendoci le imprese del padre ferroviere, le visite in Lomellina al nonno Bristìn. Fo indugia su episodi di volta in volta teneri e drammatici fino al suo apprendistato all'Accademia di Brera di Milano, gli stratagemmi per campare, la guerra, il reclutamento forzato e, per finire, con un salto temporale in avanti, i funerali di "Pà Fo", figura centrale di questo "romanzo di formazione".
Il paese dei mezaràt. I miei primi sette anni (e qualcuno in più) Fo Dario Rame F. (Cur.) - Feltrinelli, 2026 - Universale Economica
"Tutto dipende da dove sei nato, diceva un grande saggio. E, per quanto mi riguarda, il saggio ci ha proprio azzeccato." Mezaràt, "mezzi topi": è così che vengono chiamati gli abitanti del paese in cui è cresciuto Dario Fo, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore. Sono esseri notturni per via dei mestieri che svolgono - soffiatori di vetro, pescatori, contrabbandieri -, e proprio questa loro propensione alla notte li rende grandi affabulatori, primi maestri di quell'arte teatrale che Dario Fo eserciterà tutta la vita. In famiglia gli sono insegnanti il padre capostazione e il gigantesco nonno ortolano, che al mercato trasforma ogni occasione in una recita grottesca. E così, prendendo le mosse dai luoghi natii, Fo accompagna il lettore in un turbine di memorie, dai tetti di cioccolata di una Svizzera immaginaria alla scoperta del colore nell'arte, mescolando la sua storia privata e quella collettiva e indugiando di volta in volta su episodi teneri o drammatici: la prima storia d'amore, le sfide con i piccoli balordi della valle, l'apprendistato all'Accademia di Brera, la guerra e i bombardamenti su Milano, il reclutamento forzato. Fo schizza, colora, affresca, e ci consegna un autoritratto che sa ridere e sa commuoversi, portandoci fino ai funerali di "Pà Fo", figura centrale di questo decentrato romanzo di formazione.