Libri di Allen Frances
Bibliografia di Allen Frances: tutti i libri in vendita online editi da Bollati Boringhieri Altre branche della medicina
Primo, non curare chi è normale. Contro l'invenzione delle malattie Frances Allen - Bollati Boringhieri, 2013 - Saggi. Psicologia
Considerato dagli psichiatri di tutto il mondo il testo imprescindibile di riferimento, il DSM (Diagnostic and Statistical Manual), pubblicato dalla American Psychiatric Association e tradotto in decine di lingue, è la fonte primaria che definisce il limite tra ciò che è normale e ciò che è patologico in relazione alla psiche. Passato attraverso quattro edizioni, il manuale è giunto ora alla quinta stesura, il DSM-5, ma questa volta la pubblicazione ha scatenato feroci e allarmanti polemiche. A capo dei critici più agguerriti si trova Alien Frances, l'autore di questo libro, scienziato autorevole e psichiatra tra i più apprezzati, che sa bene di cosa parla, dal momento che proprio lui aveva diretto la redazione del precedente DSM-IV. Secondo la sua analisi, precisa e convincente, la nuova edizione del manuale diagnostico rischia di fare più male che bene. L'impostazione del volume allarga infatti a tal punto lo spettro delle patologie psichiche da lasciare ben poco spazio alla "normalità", che quasi scompare. Siamo tutti malati: un regalo alle industrie degli psicofarmaci e una resa di fronte alla crescente medicalizzazione della società, divenuta sempre meno capace di gestire serenamente fenomeni comuni, che sono sempre esistiti, come il lutto, l'invecchiamento o la naturale vivacità dei giovani. Si moltiplicano invece le diagnosi di patologie per ogni comportamento, perdendo in questo modo la visione pluralista dell'universo psichico e forse condannando in futuro milioni di persone a cure non necessarie. «Non medicalizziamo le differenze umane - ammonisce Allen Frances - celebriamole».
Il paradosso della felicità. Perché essere felici a tutti i costi non ci fa bene Frances Allen - Bollati Boringhieri, 2017 - Saggi. Psicologia
Nel romanzo utopico "Il mondo nuovo" Aldous Huxley inventa una droga dal potere euforizzante, ma priva di qualsiasi effetto collaterale, capace di bandire qualsiasi forma di sofferenza dall'esperienza umana. È il Soma, la pillola della felicità. "Mezzo grammo per un riposo di mezza giornata, un grammo per una giornata di vacanza, due grammi per un'escursione nel fantasmagorico Oriente, tre per un'oscura eternità nella luna". In una società anestetizzata e politicamente oppressa il controllo dei cittadini avviene anche così. Nessuno prova nulla, nessuna emozione, nessuna ansia, nessuna genuina allegria. È questo il futuro che ci attende?, si domanda Alien Frances. Più di un terzo della popolazione mondiale oggi è già dipendente da una o un'altra forma di Soma: alcol, farmaci contro la depressione e ansiolitici, droghe "leggere" o "pesanti". Non mancano sostanze capaci di farci evadere dal dolore, dall'ansia o anche solo dalla noia. Tutto questo per ritrovare il benessere, per essere felici. E allora, cosa c'è di sbagliato nel prendere una pillola, fumare una canna o bersi un drink se questo ci rende felici? Nulla, se fatto con moderazione, tutto, se questo cambia radicalmente chi siamo e come viviamo. Provare sentimenti - sia positivi che negativi - è essenziale per una vita equilibrata. Rinunciare a questi sentimenti, dalla gioia più irrefrenabile al dolore della perdita, significa che stiamo rinunciando alla nostra capacità di essere umani. Perché l'infelicità è una parte così necessaria della condizione umana? Come possiamo definire la felicità? Perché l'evoluzione non ha