Libri di Stefano Gambarotto
Bibliografia di Stefano Gambarotto: tutti i libri in vendita online editi da Editoriale Programma Storia d'Europa
Prossime uscite di Stefano Gambarotto
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788896674338 Verso la spallata carsiche. La conquista del Monte Nero. Guerra sulle Tofane
- 9788896674307 1915-1918. Storia della grande guerra sul fronte italo-austriaco
La ritirata di Russia. Una marcia senza fine dal Don a Nikolajewka Gambarotto Stefano - Editoriale Programma, 2020 -
L'11 dicembre 1942 i russi iniziano a saggiare la resistenza delle posizioni italiane sul Don. L'attacco principale colpirà un punto preciso del nostro schieramento, quello occupato dalle divisioni «Cosseria» e «Ravenna». Di fronte all'ARMIR i sovietici schierano 750 carri armati ai quali possiamo opporre, sulla carta, 31 carri leggeri L6/40 e 19 semoventi L40. L'Armata Rossa dispone inoltre di 2.000 cannoni di vario calibro e di 200 lanciarazzi multipli Katjusa. Gli italiani hanno poco meno di 600 cannoni, un centinaio dei quali risalenti alla Prima guerra mondiale. I pezzi anticarro sono circa 300 (di cui 19 montati sui semoventi), integrati da 54 moderni cannoni «Pak 40» da 75 mm, forniti dai tedeschi. La seconda battaglia del Don inizia il 16 dicembre, ma la sproporzione delle forze in campo è tale da segnarne in breve tempo le sorti. Contro la «Cosseria» e la «Ravenna» vengono lanciate all'assalto 10 divisioni di fucilieri, 13 brigate corazzate (e cioè più di 300 carri armati), 4 brigate di fucilieri motorizzate e 2 reggimenti corazzati autonomi. Nel tratto di fronte dove hanno previsto di sfondare, i sovietici godono di una superiorità schiacciante. Con il crollo delle difese inizia per i nostri soldati un'autentica odissea nella steppa, fatta di gelo, fame e morte.
Le Penne nere. Alpini nella grande guerra 1915-1918 Gambarotto Stefano Raffaelli Enzo - Editoriale Programma, 2018
È la montagna che fa l'Alpino. Il mito del soldato con la penna sul cappello nasce dallo stretto rapporto con questo ambiente tanto duro ed esigente nei confronti dell'uomo, quanto generoso nel concedere al suo animo la sensazione di infinito e di libertà insita negli spazi maestosi che lo caratterizzano. La montagna, come tutti i luoghi estremi, è una creatura governata da regole cui non è possibile derogare. Allontanarsene significa esporsi a gravi rischi. Scegliere di condurre la propria esistenza abbarbicati alle sue pendici vuol dire doversi piegare ai ritmi che essa impone, regolati dall'eterno moto delle stagioni, imparando ad accettare le sfide che essa presenta ogni giorno. Si deve insomma sottostare ad una rigida disciplina del vivere. L'Alpino della Grande Guerra è fatto di tutto questo.