Libri di Brunero Gherardini
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Concilio ecumenico Vaticano II. Il discorso mancato Gherardini Brunero - Lindau, 2011 - I Pellicani
L'autore è convinto che il Discorso da fare (secondo il titolo di un suo precedente lavoro) sul Vaticano II non sia per il cristiano d'oggi, per i preti, per la Chiesa stessa, un'opzione fra molte, ma una vera necessità. Ed è perciò dispiaciuto che, finora, nonostante l'incrociarsi delle cosiddette ermeneutiche, il Discorso sia mancato. Nel presente volumetto spiega la ragione di questa omissione, che individua non tanto nelle correnti postconciliari, quanto nell'orientamento assunto fin dall'inizio dai Padri conciliari. Tra lo spirito con cui essi intrapresero la celebrazione del Concilio ed i sedici documenti maturati nel corso di esso c'è una logica perfetta: il rifiuto, infatti, degli schemi ufficialmente preparati, con il quale il Concilio prese l'avvio, non poteva ingenerare che quei documenti, con quel loro indirizzo, quelle loro aperture. E da queste, proprio perché tali, non poteva scaturire che un atteggiamento di rottura col passato. Ciò, sia ben chiaro, non comporta un no al Concilio, del quale l'Autore individua quattro distinti livelli, assegnando ad ognuno di essi un diverso valore. Nonostante la necessità di ricorrere alla chiarezza per dire le cose come stanno, resta il fatto che il Vaticano II è un Concilio autentico, il cui insegnamento e le cui innovazioni, pur in assenza di valore dogmatico, costituiscono un innegabile magistero conciliare, e quindi supremo e solenne.
Il Vaticano II. Alle radici di un equivoco Gherardini Brunero - Lindau, 2012 - I Pellicani
Questo non è un libro come gli altri - avverte l'autore - è polemico. Uno scintillio di lame che s'incrociano in una battaglia ai ferri corti? Questo la premessa parrebbe promettere. Ma non è così. Gli spunti personali, specialmente all'inizio e alla fine, non mancano, ma la polemica annunciata si sviluppa precipuamente nella sfera ideale. Ogni capitolo, ogni paragrafo, ogni riflessione sono un contributo d'esegesi biblica, di filologia, di storia ecclesiastica, filosofica e teologica a dimostrazione che "il colpo di mano" del 13 ottobre 1962 portò il Concilio Vaticano II sulle posizioni alle quali s'erano opposte le sue Commissioni preparatorie. Ne dipese l'equivoco di quell'antropocentrismo che allineò teologia e modernità, nonostante la radicale irriducibilità del pensiero moderno e della dottrina cattolica.