Libri di Cur Giovanni Xxiii Mores
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«La vita diocesana». Vol. 3: Anni di prova (1913-1914) Giovanni Xxiii Mores F. (Cur.) - Studium, 2017 - Fonti E Ricerche - Fondazione Giovanni Xxiii
Aperto ancora da un saggio interpretativo e chiuso da una prosopografia dei personaggi e delle istituzioni più rilevanti dei tre tomi procurata da Alessandro Angelo Persico e Goffredo Zanchi, il volume dedicato agli anni 1913-1914 conclude il trittico dei contributi di Angelo Giuseppe Roncalli a «La vita diocesana». Dopo il volume borromaico e il tomo centrato sul confronto con il moderno, "Anni di prova" testimonia il declino dell'attività di Roncalli redattore. Questo declino fu giustificato dal contesto generale e dalle circostanze particolari nelle quali il segretario di Radini Tedeschi si trovò a vivere. Il contesto generale è quello che portò allo scoppio del primo conflitto mondiale; la rapida accelerazione degli eventi - che sembrò in un primo momento non toccare l'Italia - si saldò alle circostanze particolari del declino fisico del vescovo di Bergamo. Il futuro papa Giovanni XXIII aveva scritto molto negli anni in cui l'attività del suo vescovo fu più intensa, poiché egli non poteva sapere che a tale attivismo sarebbe seguito un progressivo esaurimento. Le pagine della «Vita diocesana» dedicate alla morte di Radini mostrano fino a che punto gli anni 1913 e 1914 siano stati per Angelo Roncalli davvero "Anni di prova", a conclusione di una esperienza redazionale che fu anche una esperienza umana, destinata a segnare in profondità il punto di vista roncalliano sulla realtà.
«La vita diocesana». Vol. 1: All'ombra di san Carlo Borromeo (1909-1910) Giovanni Xxiii Mores F. (Cur.) - Studium, 2016 - Fonti E Ricerche - Fondazione Giovanni Xxiii
Nel gennaio 1909 i sacerdoti della diocesi di Bergamo ebbero tra le mani un nuovo strumento di comunicazione tra essi e il loro vescovo. Su imitazione almeno nel titolo - de "La vie diocesaine" di Rouen, Giacomo Maria Radini Tedeschi aveva fatto predisporre da due sacerdoti bergamaschi che avevano completato la loro formazione a Roma, don Guglielmo Carozzi e don Angelo Giuseppe Roncalli, una versione più ampia e impegnata del "Bollettino del Segretariato del clero" che aveva visto la luce fin dal 1906. Più di cinquant'anni dopo, l'11 maggio 1960, don Roncalli, divenuto papa Giovanni XXIII, diede la propria versione dei fatti avvenuti molti anni prima: "Giusto in quel gennaio 1909, il sacerdote Angelo Roncalli, segretario di monsignor Radini Tedeschi e pure professore in Seminario, ispirandosi al periodico mensile "La Vie Diocesaine" di Malines, che il cardinale Mercier mandava al suo amico di Bergamo, propose a questi di far qualcosa di somigliante per Bergamo. Monsignor Radini fece buon viso alla proposta del suo segretario, il quale si occupò personalmente di tutto - pur sotto il nome di Guglielmo Carozzi, prete, direttore responsabile - quanto riguardava la redazione del periodico di carattere diocesano". Chiarire che cosa questo riferimento a "di tutto" davvero significhi è lo scopo del primo dei tre volumi che raccoglieranno gli articoli di Roncalli pubblicati ne "La vita diocesana".
«La vita diocesana». Vol. 2: Nella temperie moderna (1911-1912) Giovanni Xxiii Mores F. (Cur.) - Studium, 2016 - Fonti E Ricerche - Fondazione Giovanni Xxiii
"Nella temperie moderna" (1911-1912) rappresenta l'elemento centrale del trittico su Roncalli e «La vita diocesana». Se il primo volume -All'ombra di san Carlo Borromeo (1909-1910) - ha offerto al lettore la chiave d'accesso al mondo del giovane segretario del vescovo di Bergamo Giacomo Maria Radini Tedeschi, il secondo tomo consentirà di compiere un passo ulteriore. Questo passo andrà compiuto tenendo sempre presenti i dati di partenza: su incarico del vescovo Radini, nel 1909, Guglielmo Carozzi (come direttore responsabile) e Angelo Roncalli (come segretario) rinnovarono e rilanciarono il «Bollettino del Segretariato del clero», trasformandolo ne «La vita diocesana»; nel maggio 1960 Angelo Giuseppe Roncalli, divenuto papa Giovanni XXIII, rivendicò a sé l'autografia quasi completa delle annate 1909-1914; pochi mesi più tardi, su sollecitazione del suo segretario Loris Francesco Capovilla, papa Roncalli siglò con una "r" di auto-attribuzione le pagine della sua copia personale delle prime cinque annate della rivista. Come per il primo volume "borromaico", la scelta di valorizzare in pieno le auto-attribuzioni roncalliane mediate da Capovilla ha implicazioni profonde nella ricostruzione del profilo del giovane Angelo Giuseppe Roncalli. Il sottotitolo del secondo tomo (di tre), Nella temperie moderna, consente di intravvedere quello che sarà il filo dell'opera: il rapporto con la modernità e la distanza dal "modernismo". Il volume dedicato agli anni 1911-1912 continua a essere rigorosamente fondato sul patrimonio archivistico custodito dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo, valorizzato dalla collana Fonti e ricerche, e sostenuto dal progetto "Roncalli e Bergamo" finanziato dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo e, per ciò che riguarda il progetto di edizione dei contributi roncalliani alle prime cinque annate de «La vita diocesana», dalla Scuola Normale Superiore di Pisa.