Libri di Javier Grossutti
Bibliografia di Javier Grossutti: tutti i libri in vendita online editi da Forum Edizioni SCIENZE UMANE
Non fu la miseria, ma la paura della miseria. La colonia della Nuova Fagagna nel Chaco argentino (1877-1881) Grossutti Javier P. - Forum Edizioni, 2009
"Ciò che indusse buon numero di famiglie ad emigrare per l'Argentina non fu la miseria, ma la paura della miseria". Gabriele Luigi Pecile, personalità politica del Friuli post-risorgimentale, così commentò nel 1878 la partenza degli agricoltori della sua Fagagna. Secondo i registri anagrafici tre furono i contingenti partiti dal territorio comunale tra ottobre e dicembre 1877. Raggiunsero l'Argentina e in maggioranza si insediarono nell'allora territorio del Chaco, a Resistencia. La prima motivazione della scelta migratoria fu la speranza di terra da lavorare. Gli ostacoli che clima e suolo opposero e la (non usuale) collaborazione con gli indios resero epica l'esperienza dei pionieri fagagnesi. L'identità contadina prevalse infatti nel contatto con i primi abitatori di quelle terre: nessuna boria nazionalistica, nessuna prevaricazione ma un rapporto di pacifica convivenza e di condivisione di comuni problemi.
«Vien a Rio Maior che là al é tera». Da Casso (Val Cellina, Friuli) al vasto impero del Brasile Grossutti Javier P. - Forum Edizioni, 2026 - La Stanza Delle Voci
In Friuli, tra il 1877 e il 1878, le aree dalle quali muovono gli emigranti in direzione del Brasile sono quelle pedemontane, collinare e dell'alta pianura, mentre la montagna, tranne alcuni villaggi, rimane estranea al flusso. Un'eccezione è Casso, piccola località dell'alta Valcellina, da dove, nel periodo, partono 47 persone verso Urussanga e la vicina Rio Major, nella parte meridionale dello Stato di Santa Catarina: un numero molto rilevante per una popolazione stabile di meno di 400 abitanti. Il volume raccoglie le interviste dell'autore ai discendenti di questi pionieri.
Chi d'una parte chi dall'altra. Emigranti di Bonzicco, Carpacco, Dignano e Vidulis Grossutti Javier P. - Forum Edizioni, 2013
Il volume descrive le caratteristiche del fenomeno migratorio nel comune di Dignano, un caso unico nel contesto del Friuli. La particolarità dell'esperienza all'estero degli abitanti di questa piccola comunità collocata a ridosso del fiume Tagliamento è data dalla temporaneità della permanenza, perfino nelle partenze oltreoceano otto-novecentesche: l'esempio di Dignano è ulteriore dimostrazione di quanto la versione generalistica dell'emigrazione come destino irreversibile sia ormai superata dallo studio puntuale di comunità paesane. La forte mobilità dei dignanesi nel primo dopoguerra, che prevede di regola il rientro in patria dopo un periodo più o meno lungo nei cantieri vicini e lontani, rappresenta, in realtà, una strategia di vita. Fino alla metà del Novecento l'emigrazione è un flusso sostanzialmente maschile, perchè le donne lavorano nelle due filande presenti nel capoluogo e a Carpacco. La chiusura dei due opifici tra gli anni Quaranta e Cinquanta modifica completamente i comportamenti migratori: l'impossibilità di trovare lavoro vicino casa spinge molte donne all'emigrazione, ma soprattutto fissa all'estero, almeno temporaneamente, una parte consistente della comunità.