Libri di Pasquale Hamel
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Il Regno di Sicilia. Sulle orme dei normanni (1061-1194) Hamel Pasquale - Nuova Ipsa, 2018 - Augustali
Gli Altavilla fecero della Sicilia una nazione; se, infatti, «la Sicilia è l'unica fra le regioni italiane ad essersi identificata per lungo tempo come 'nazione'», ciò lo si deve alla costruzione politica che ne fecero proprio gli Altavilla. Una nazione che, per qualche tempo, era stata potenza mediterranea con ambizioni, legittimate da antiche concezioni, perfino imperiali. Non è un caso che Cicerone, riferendosi proprio all'isola la consideri "primus gradus ad imperium", il primo gradino per un impero mediterraneo. Una nazione che rispetto alle altre godeva non solo di uno status politico di notevole peso, ma che, soprattutto, godeva di un benessere e di una ricchezza che non aveva pari nel suo tempo. Il regno di Ruggero II era infatti un regno ricco, come prima del suo arrivo non lo era stato, ma, soprattutto, non lo sarebbe stato mai più. Un regno ricco non solo in quanto a risorse economiche, ma ricco anche dal punto di vista culturale. Infatti, se non bisogna nascondere che i Normanni furono portatori di una cultura modesta rispetto a quella (o a quelle) che fiorivano in Sicilia, non si può neppure dimenticare che proprio grazie ai Normanni stessi, e agli Altavilla in particolare, quelle culture furono messe in grado di esprimere tutte le potenzialità di cui erano portatrici e di realizzare, fra l'altro, quel miracolo artistico che viene denominato gotico-normanno.
La fine del regno dalla morte di Ruggero II alla conquista sveva (1154-1194) Hamel Pasquale - Nuova Ipsa, 2012 - Augustali
Alla morte del suo fondatore il regno di Sicilia è un potente soggetto politico nello scacchiere Mediterraneo. Ruggero II, saggio e lucido sovrano, ne ha consolidato le strutture interne venendo a capo del tradizionale ribellismo dei conti normanni. I suoi nemici tradizionali sono stati costretti a riconoscerne l'esistenza e a venire a patti. Niente avrebbe fatto immaginare che quel miracolo istituzionale, come da qualcuno è stato definito, sarebbe durato appena quarant'anni. Infatti, già con il suo immediato successore, Guglielmo I, i tradizionali problemi di convivenza fra etnie e culture diverse e le ambizioni dei grandi feudatari, aprirono crepe insanabili nell'edificio ruggeriano mentre le ambizioni dei tradizionali nemici, ripresero vigore determinando una lenta ma inarrestabile agonia. L'autore racconta le fasi di questi intensi quarant'anni, soffermandosi, con dovizia di particolari, sulla strutture politiche, amministrative ed economiche della cosiddetta "età dei Guglielmi", esaminando i contesti internazionali e negando la sostenuta continuità fra il regno fondato da Ruggero e quello conquistato da Enrico VI con il consenso della moglie Costanza.
L'invenzione del regno. Dalla conquista normanna alla fondazione del Regnum Siciliae (1061-1154) Hamel Pasquale - Nuova Ipsa, 2009 - Augustali
Nel 1061 inizia la conquista normanna della Sicilia; gli Arabi, che per oltre due secoli ne sono stati padroni, vengono progressivamente travolti dalla superiore tecnica militare dei cavalieri di Roberto e Ruggero d'Altavilla. La crociata normanna, perché come tale è stata indicata, riporta l'Isola nell'alveo occidentale e la restituisce al cristianesimo ma, soprattutto, fa della Sicilia un luogo centrale nello scacchiere geopolitico mediterraneo. Il volume, che si avvale di fonti originali e che sottopone a critica la lettura offerta dalla storiografia corrente troppo spesso condizionata da pregiudizi di natura ideologica, si avvale di una cifra di scrittura leggera che rende facile la lettura dei fatti e le analisi scientifiche anche le più raffinate.