Libri di Antonio La Penna
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La letteratura latina del primo periodo augusteo (42-15 a. C.) La Penna Antonio - Laterza, 2013 - Biblioteca Storica Laterza
"In quest'opera sulla letteratura latina dell'età augustea le persone degli autori sono al centro della trattazione. Al centro, però, non significa in un divino isolamento: è ovvio che ogni opera nasce in un periodo storico determinato; è ovvio che ogni opera nasce in una cultura, con le sue tradizioni letterarie (generi, luoghi comuni, maniere stilistiche), artistiche, religiose; ma nasce attraverso l'esperienza di una persona determinata, in una società che ha le sue strutture, i suoi costumi, i suoi valori; ed è attraverso il crogiuolo di una persona determinata che tutte le esperienze arrivano all'espressione letteraria e artistica"; Virgilio, Orazio, Cornelio Gallo, Tibullo, Properzio, Sallustio, Asinio Pollione, Livio, sono i protagonisti di queste pagine di letteratura latina raccontata da un maestro degli studi antichi come La Penna. Il periodo preso in esame è quello che segue alla uccisione di Cesare con la costituzione del secondo triumvirato, un organismo costituzionale istituito per legge, che segna un'altra grave frattura nella storia di Roma. Nonostante sia un'epoca di grandi cambiamenti è possibile però rintracciare nella cultura e nella letteratura i fili di continuità col ventennio precedente e l'attesa per eventi straordinari è di un eroe salvatore, che poi sarà identificato con Augusto, sul quale riversare le speranze per il futuro.
L'impossibile giustificazione della storia. Un'interpretazione di Virgilio La Penna Antonio - Laterza, 2005 - Collezione Storica
La sfiducia nel Fato e nella Storia è un filo rosso che serpeggia nell'opera virgiliana; nei suoi versi echeggia un senso inespresso e sofferto di rimpianto. Per la scomparsa dell'Arcadia, il paradiso sulla terra; per l'assenza di un equilibrio; per la violenza che governa il mondo trascinando gli uomini in un vortice che non perdona i vinti, ma giustifica sempre i vincitori. Eppure alla corrosiva perdita di senso della Storia, Virgilio oppone l'impossibile giustificazione di una "pia" rassegnazione: da qui la celebrazione di Augusto e la fiducia nella giustizia e lungimiranza del potere, di cui Enea è portavoce e simbolo.